Sabato 11 Ottobre 2014

I commercianti:

«La città rischia
un Natale al buio»

Se non si troveranno i fondi, si rischia un Natale senza luminarie

Sondrio rischia di passare il Natale senza luminarie nelle strade e nelle piazze, se per coprire i costi delle luci i commercianti non potranno contare sull’aiuto delle altre realtà economiche della città. «Noi dovremo mettere impegno e disponibilità, ma senza il sostegno delle altre categorie rischiamo un Natale al buio».

L’ha spiegato ieri mattina la presidente dell’associazione mandamentale dell’Unione commercio Manuela Giambelli, che ha lanciato un appello a «tutti quelli che lavorano nella nostra città», affinché diano una mano nel mettere insieme i 35mila euro necessari all’allestimento delle luci natalizie nelle vie.

Già in passato, si sa, l’iniziativa aveva incontrato difficoltà nella raccolta delle quote pro-luci fra i commercianti, e l’Unione commercio aveva invitato le altre categorie economiche a dare un sostegno all’operazione-luminarie, ottenendo anche delle risposte positive. «Quest’anno però la cosa cambia», ha detto Giambelli: in parole povere, senza un numero adeguato di adesioni l’iniziativa rischia di non partire.

«Negli ultimi anni la partecipazione è andata scemando – ha spiegato –, anche perché molti purtroppo pensano “io non contribuisco, tanto le luci le mettono lo stesso”. Però la differenza fra fondi raccolti e cifra necessaria l’ha sempre messa l’Unione commercio e già nel 2013 le luci sono state installate, anche se a macchia di leopardo, per soddisfare la forte volontà di alcuni operatori. Quest’anno Unione commercio e Comune non possono farsi carico da soli di un impegno così oneroso, quindi abbiamo deciso di lanciare un messaggio chiaro ai nostri associati e alle altre realtà». L’Unione oggi invierà una lettera ufficiale «alle associazioni di categoria, agli istituti di credito, ai sindacati, agli ordini professionali, alle grandi aziende del territorio», ha spiegato Giambelli, con la richiesta di contribuire al finanziamento dell’“operazione luminarie”, affiancando i commercianti ai quali viene richiesta, come negli ultimi anni, una quota di 90 euro a testa.

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