I carabinieri: «Reati in calo, attenzione su alcol e droga»
Il tenente colonnello Emanuele De Ciuceis, comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri (Foto by foto Gianatti)

I carabinieri: «Reati in calo, attenzione su alcol e droga»

Un anno di attività. Il discorso del comandante provinciale De Ciuceis. «Non soltanto repressione, ma anche prevenzione con incontri a scuola».

I reati in Valtellina e Valchiavenna sono in calo, e comunque meno di quanto avviene nel resto del Paese e nelle altre province lombarde. Il tenente colonnello Emanuele De Ciuceis, comandante provinciale dell’Arma, evita però i toni trionfalistici e guarda avanti, verso una provincia ancora più sicura e in cui si guardi con ancora più fiducia al lavoro delle forze dell’ordine.

«Pensavo a quello che avrei voluto dire oggi - ha confidato ai presenti nel suo discorso alla caserma Edoardo Alessi durante la cerimonia per l’anniversario numero 205 dalla fondazione del corpo dei carabinieri -. Ho pensato ai reati che più preoccupano in provincia e alla risposta che stiamo dando e mi sono detto che stiamo operando nel modo corretto. Poi però mi sono chiesto anche quale sia la percezione che si ha all’esterno del nostro operato. È rendendomi conto di come ci vedono questi studenti, guardando i disegni del concorso “L’Arma dei carabinieri in provincia di Sondrio” che ho capito quanto sia positiva l’idea che i ragazzi hanno di noi. Questa fiducia e questo affetto ci ripagano degli sforzi che facciamo ogni giorno. Abbiamo proceduto oltretutto nel 90% dei reati, segno che godiamo di una certa fiducia».

Passando all’analisi dell’ultimo anno di attività, si nota come nei primi mesi dell’anno si sia registrata una diminuzione dei delitti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In particolare, i reati contro la persona scendono del 45% e quelli contro il patrimonio del 7%. Unica eccezione è rappresentata dai reati informatici, che continuano ad aumentare. Qui però il comando provinciale dell’Arma invita a fare valutazioni più approfondite, dato che generalmente i reati vengono denunciati in provincia perché le vittime risiedono in Valtellina, ma vengono di fatto consumati altrove e i responsabili si trovano anche a migliaia di chilometri. Controllo del territorio e prevenzione da parte di tutte le forze dell’ordine sono alla base della positiva situazione fotografata dai dati.

Le criticità però non mancano e De Ciuceis le ha sottolineate con chiarezza, ricordando che l’Arma ha posto in essere una incisiva attività di polizia giudiziaria, che ha permesso di scoprire dall’inizio dell’anno gli autori di oltre il 31% dei reati consumati, denunciando 749 persone e arrestandone 58 (con un incremento del 38% rispetto ai primi mesi dello scorso anno).

Un capitolo a parte lo meritano i furti in appartamento, il reato che più preoccupa valtellinesi e valchivennaschi. In assoluto si parla di numeri bassi, se rapportati ad altre realtà, ma tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019 una lieve recrudescenza del fenomeno che non ha mancato di provocare un certo allarme sociale. Per questo l’Arma ha operato su due fronti.

Sul piano della repressione con una articolata attività investigativa che ha permesso, tra l’altro, di arrivare all’arresto quattro nomadi specializzati nelle razzie in casa e di recuperare anche parte della refurtiva. Sul piano della vigilanza e dei controlli, invece, nei primi cinque mesi dell’anno sono state identificate dalle pattuglie dei Carabinieri 23mila persone, con un incremento del 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Altro problema che desta allarme in provincia è quello dell’abuso di alcolici, soprattutto da parte degli automobilisti; un costante monitoraggio delle strade ha permesso di sanzionare 132 persone sorprese alla guida in condizioni psicofisiche. Questo senza dimenticare la prevenzione: aderendo a una campagna cui hanno partecipato anche le altre forze di polizia, si è cercato di sensibilizzare i soprattutto i più giovani, in particolare nell’ambito del progetto “Cultura della legalità”. I comandanti di compagnia e di stazione hanno svolto nelle scuole medie e superiori oltre settanta incontri ai quali hanno partecipato tremila studenti.

Ancora, per contrastare la piaga della violenza contro le donne e in ambito domestico, spesso legata anch’essa all’abuso di alcol, i militari dell’Arma sono riusciti a procedere in 28 casi, intervenendo immediatamente anche con provvedimenti di carattere preventivo in modo da scongiurare conseguenze ben più gravi. Infine, sul fronte dello spaccio di sostanze stupefacenti, si è intervenuti, con la collaborazione delle istituzioni scolastiche, per contrastare la diffusione della droga nelle scuole o nei luoghi frequentati dai giovani e, allo stesso tempo, sono state poste in essere complesse attività investigative che si sono concluse con importanti risultati operativi tra i quali basti ricordare l’operazione svolta dalla stazione di Morbegno che ha portato a 25 provvedimenti cautelari, di cui ben 19 di tipo detentivo e ha consentito di disarticolare l’organizzazione che gestiva la quasi totalità dello spaccio in quel comune.


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