«Ho pure pensato di farla finita», un incontro sul gioco d’azzardo
Delfina Bazzi e Maria Novella con Loredana Porra

«Ho pure pensato di farla finita», un incontro sul gioco d’azzardo

Una dura testimonianza agli Amici Anziani: nella nostra provincia alta la diffusione di macchinette

Sondrio

«Ne sono uscito, ma non si è mai vaccinati - è stata la testimonianza di Claudio -Bisogna stare sempre molto attenti: non è semplice dire “ne sono uscito e non ci casco più”. Per me è stato come avere una croce sulle spalle. Sono finito in psichiatria a Sondrio a causa del gioco e addirittura ero arrivato a pensare che per togliere la croce bisognava farla finita».

“Il gioco... d’azzardo non ha età” è stato il tema dell’incontro di mercoledì nella sede degli Amici Anziani di Sondrio nel quale si è fatto il punto su questo grave problema.

Relatori dell’incontro di mercoledì sono state due psicologhe, Delfina Bazzi e Maria Novella della cooperativa Lotta contro l’Emarginazione - Servizio scommetto di farcela. E per il comune di Sondrio, co-organizzatore dell’incontro, era presente l’assessore Loredana Porra.

Due dati sono stati forniti dalle relatrici, quello nazionale sul Gratta e Vinci che è il 20% di tutti i giochi di questo genere nel mondo e quello sulle slot con le banconote (o anche con la tessera bancomat), le nuove Vlt, (le videolottery) diffuse addirittura in proporzione tripla in Italia rispetto agli Stati Uniti.

Se ci focalizziamo su Sondrio, siamo al 22° posto in Italia per gioco d’azzardo, con una spesa calcolata (al giugno del 2014) di 932 euro procapite, mentre le Vlt sono 1809, una ogni cento persone. Quella di Sondrio, come si vede, è una delle province in Italia con maggiore diffusione di queste macchinette.

Il messaggio di Delfina Bazzi: «Non normalizzare, ma tenere le antenne sempre dritte, perché ancora non si ha una conoscenza esatta delle conseguenze della dipendenza; sappiamo che sono alla portata di tutti, in qualsiasi momento, ma non è ancora sviluppata la consapevolezza che l’a attività del gioco comporta dei rischi e delle patologie, non ultima l’asocialità».


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