Guide alpine e Movimento in azione  Mobilitazione popolare per il sentiero
Continua a far discutere la proposta di un sentiero per disabili previsto in Val di Mello (Foto by archivio)

Guide alpine e Movimento in azione

Mobilitazione popolare per il sentiero

Forti di 56mila firme raccolte dalla petizione on line per difendere la riserva i difensori della Val di Mello propongono per il 18 maggio una “catena umana” nella zona.

Dopo il tam tam mediatico si passa all’azione sul campo, o meglio sulla traccia di sentiero. Sabato 18 maggio dalle 14 fino alle 18 il Movimento per la tutela della Val di Mello, le guide alpine Val di Mello, Mountain Wilderness Italia e International hanno organizzato una mobilitazione popolare che diventerà catena umana e invitano tutti in Val di Mello « “in punta di piedi”, a difendere quella traccia di sentiero minacciata da un progetto che rischia di cancellare un percorso meraviglioso e ancora intatto, all’interno di una riserva naturale considerata tra le più belle d’Europa».

L’oggetto del contendere è il sentiero per disabili, che l’ente regionale Ersaf vuole realizzare sulla sinistra orografica del torrente Mello nelle riserva naturale protetta più ampia della Lombardia. Un intervento inizialmente pensato più in grande – 400mila euro in bilancio –, in seguito ridimensionato a 40mila euro di lavori che Ersaf identifica come manutenzione ordinaria. Sulle modifiche alla traccia di sentiero proposte da Ersaf e sostenute dal Comune di Val Masino hanno espresso contrarietà insieme alle guide anche l’associazione operatori economici della Valle, il Cai, i Ragni di Lecco , la scuola Cai-Sem di alpinismo “Silvio Saglio” e il Movimento per la tutela della Val di Mello, che ha dato vita alla petizione on line su change.org sottoscritta a ieri da oltre 56mila firme.

La manifestazione del 18 maggio sarà il banco di prova per saggiare la concretezza del grande consenso virtuale al Movimento. L’iniziativa ha un duplice scopo: evitare che si intervenga sulla traccia di sentiero, per operare invece una trentina di metri più in là, sulla sponda destra, dove esiste una pista agro silvo pastorale.

«La “voce di protesta” che si è costituita spontaneamente chiede che non si intervenga sul versante sinistro orografico per realizzare una pista, di fatto una ciclabile accessibile ai mezzi per disabili - affermano i promotori -, ma che invece venga sistemata con i fondi destinati al progetto la pista agro silvo pastorale già esistente sul versante destro orografico, più soleggiato, più sicuro e antropizzato».

Una pista che con pochi interventi secondo i promotori diventerebbe percorribile con carrozzine e joelette negli orari in cui non è previsto il passaggio dei mezzi di approvvigionamento alle strutture della valle (cioè, da ordinanza comunale, solo sino alle 9 e solo dopo le 19).

«In questo modo verrebbero salvaguardati sia l’accessibilità ai disabili che un ambiente naturale di rara bellezza, unico e prezioso, nel rispetto delle future generazioni che lo vivranno». L’appuntamento aperto a tutti è all”Isola” nel tratto tra Ca’ di Carna e Cascina Piana, sul lato opposto del torrente. «Da lì con una catena umana andremo a disporci lungo quel percorso che non vogliamo venga alterato e deturpato. Un gesto pacifico e simbolico fatto da chi ha a cuore questo piccolo, ma fortemente simbolico angolo di natura. Lasciamolo così, non tocchiamolo».


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