Guardia medica unificata  Morbegno: «È mancato il confronto»
L’ospedale di Morbegno ospita anche il servizio di Guardia medica

Guardia medica unificata

Morbegno: «È mancato il confronto»

Il sindaco di Morbegno molto critico con la decisione di Ats di accorpare il servizio con quello di Chiavenna

«La guardia medica unica fra Morbegno e Chiavenna allarma la popolazione ed è un problema serio. Siamo tutti consapevoli, e lo abbiamo denunciato in più occasioni, della carenza di medici e personale ospedaliero: ma una pianificazione su una situazione simile meritava un confronto con i sindaci e non un comunicato stampa».

La decisione

Non usa mezzi termini il sindaco di Morbegno, Alberto Gavazzi - che è anche il presidente della conferenza dei sindaci della Bassa Valle -, a proposito dell’accorpamento fra Morbegno e Chiavenna della servizio di guarda medica (tecnicamente si chiama “servizio di Continuità assistenziale”) comunicato da Ats della Montagna l’altro ieri, primo giorno del nuovo corso del servizio.

«A partire da venerdì 5 novembre - ha spiegato Ats - le postazioni di Morbegno e Chiavenna per quanto riguarda il servizio di Continuità assistenziale (ex guardia medica) sono accorpate. La carenza di medici è ormai ben nota a tutti gli amministratori, con i quali il dialogo è costante nell’ottica di trovare la miglior soluzione possibile. Il medico in turno presterà la sua attività in entrambe le sedi alternativamente garantendo la copertura dei due territori. E ci impegniamo a garantire le prestazioni non connotate da urgenza/emergenza – per le quali si deva chiamare il 112 – anche attraverso la collaborazione della centrale operativa integrata di Areu, che riceve e smista, dopo triage, ogni chiamata in ingresso».

«Altra perdita»

Sulla questione il sindaco di Morbegno si dice comunque preoccupato, anche perché si tratta dell’ennesimo servizio perso a Morbegno, dove non c’è più un ospedale, ma un Pot (Presidio ospedaliero territoriale).

«In settimana avevo espresso una serie di domande ad Ats visto che ci era stata accennata la questione - dice Gavazzi - e mi sarei aspettato un confronto con gli amministratori locali prima di leggere sui giornali una comunicazione ufficiale. A questo punto mi aspetto che il confronto con i sindaci e Ats della Montagna ci sia ancora, perché ci sono delle spiegazioni che ci aspettiamo sulla compensazione tra il problema della carenza di medici e le modalità per affrontarla».

Le specifiche

Gavazzi chiede in particolare certezze su tempi e giorni di presenza dell’unico medico a Morbegno. «Non si è capito quali e quanti giorni Morbegno sia coperto così come Chiavenna, tenuto conto poi che il bacino di Morbegno è pari a 45.000 abitanti, quello di Chiavenna la metà. Non solo: Morbegno non ha un pronto soccorso, quindi non viene offerta la copertura notturna, e a Chiavenna invece sì. Ci chiediamo quindi come siano stati cercati questi equilibri, a fronte, lo ripeto, della nota situazione di carenza grave di medici».

E ancora: «Qui si sta parlando di un servizio che deve essere equilibrato sull’intero territorio della provincia di Sondrio, la guardia medica deve essere garantita uniformemente: perché a Morbegno e Chiavenna no? Voglio sperare che ci vengano date spiegazioni esaustive che possiamo poi fornire ai nostri cittadini».


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