Grosio, un rapace tramortito davanti al recinto del cane. E il cacciatore lo salva
La consegna del rapace alla Polizia Provinciale per le cure

Grosio, un rapace tramortito davanti al recinto del cane. E il cacciatore lo salva

All’astore è andata meglio dell’aquila che proprio in questo periodo dell’anno fu trovata sulla strada di Fusino e dopo essere stata ricoverata a Ponte morì per il troppo piombo presente nel suo organismo.

Il rapace si schianta contro il recinto del cane, resta stordito per terra, ma trova, per sua fortuna, un cacciatore che lo salva dai predatori che avrebbero fatto un tenero bocconcino di quell’uccello caduto. La favola natalizia è ambientata a Grosio.

Il protagonista è il ristoratore Luca Gonzo, 43 anni, che da quando la maggiore età glielo ha consentito ha seguito le orme di famiglia, sia paterna che materna, diventando un buon cacciatore di piuma, ma di fronte all’astore esanime non ha avuto dubbi Luca nel diventare salvatore anche perché stava accudendo il cane e non era giorno di caccia. «Dopo aver chiuso il ristorante mi sono recato a dare da mangiare al cane da caccia nel recinto, posto in località Scader, dietro la mia pizzeria. Vicino al recinto ho trovato il rapace tramortito. L’avessi lasciato sul posto l’avrebbero sicuramente mangiato le volpi che in questa zona sono in sovrabbondanza, così ho deciso di prenderlo e portarlo a casa, rinchiudendolo, in attesa che si riprendesse, in una voliera nella quale solitamente allevo le quaglie. Ho cercato di alimentarlo con carne cruda e acqua, ma l’astore ha rifiutato il cibo, il mattino seguente però l’ho trovato più ringalluzzito, si era ripreso dalla botta subita probabilmente schiantatosi contro il recinto del mio cane».

A quel punto, visto che il ritrovamento era stato effettuato a tarda sera e non era certamente il caso di disturbare la Polizia Provinciale a quell’ora, Gonzo ha avvisato i guardia caccia del ritrovamento . Gli agenti del comandante Graziano Simonini si sono recati dove il cacciatore grosino custodiva il rapace in gabbia e hanno preso in consegna l’astore portandolo per le cure del caso al centro faunistico di Ponte, dove fanno miracoli in fatto di salvataggio degli animali selvatici feriti, anche se in questo caso le condizioni del rapace non erano certamente preoccupanti.

«Speriamo che se la cavi presto - afferma Gonzo -. Quello che mi preme sottolineare è che il racconto di questa vicenda smentisca molti luoghi comuni su noi cacciatori: io amo in compagnia di mia moglie Annalisa fare molte camminate nel bosco a contatto con la natura facendo fotografie e quindi si smetta di etichettare i cacciatori con le solite frasi che non corrispondono alla realtà».

All’astore è andata meglio dell’aquila che proprio in questo periodo dell’anno fu trovata sulla strada di Fusino e dopo essere stata ricoverata a Ponte morì per il troppo piombo presente nel suo organismo. L’astore è precipitato, ma senza danni.


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