Grosio, l’Ats gela il sindaco  «Tamponi salivari non validi»
Le scuole di Grosio non hanno riaperto per l’ordinanza del sindaco

Grosio, l’Ats gela il sindaco

«Tamponi salivari non validi»

L’Agenzia della salute contesta le analisi alla base del provvedimento di chiusura delle scuole

«Ats domani mattina (oggi per chi legge) ci dirà se c’è un focolaio a Grosio oppure no. Se non viene certificato allora, riaprirò le scuole dalla prossima settimana, se invece viene confermato, le scuole resteranno chiuse, perché anche queste sono indice di trasmissibilità». Lo afferma il sindaco di Grosio, Gian Antonio Pini, al termine dell’incontro in videoconferenza tenutosi nel tardo pomeriggio di ieri sulla delicata situazione dei contagi nel Comune dell’Alto Tiranese.

Un confronto venuto dopo una giornata convulsa a Grosio per via della decisione del primo cittadino di non far tornare gli studenti in classe dopo le vacanze pasquali. La convocazione è venuta dal prefetto Salvatore Pasquariello e ha visto la presenza, oltre che del prefetto e del sindaco Pini, di Giancarlo Viganò per Ats e del direttore dell’Ufficio scolastico provinciale Fabio Molinari.

Il tutto è partito, come si diceva, alla mattina quando il Comune di Grosio ha ricevuto comunicazione dall’Ats di non validità dei test salivari effettuati sulla popolazione scolastica. «Di fatto sulle 307 persone sottoposte martedì al test, 9 sono risultate positive - spiega Pini -. In seguito al tampone molecolare, però 7 sono risultate negative, mentre di 2 si sta ancora aspettando l’esito. Sappiamo che il test salivare può sbagliare e va confermato con il tampone molecolare in caso di positività, ma ci sembra strano che su 9 ben 7 siano negativi. Anche nel mese di dicembre scorso avevamo fatto una campagna simile e non avevamo riscontrato nessuna positività».

Al di là di questo, però, Pini ribadisce che il nocciolo del problema è la presenza o meno di un focolaio. «In base all’articolo 2 del decreto del 13 marzo il sindaco può chiudere le scuole se c’è un focolaio, per cui è importante che l’Ats lo attesti - prosegue -. Per questo motivo ho chiesto un incontro al prefetto, ma l’Ats non è stata chiara e noi vogliamo una certificazione scritta».


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