Virus, i Grigioni ai frontalieri: «Dovete venire  in auto da soli»
Un frontaliere esibisce in frontiera i documenti e il permesso di lavoro

Virus, i Grigioni ai frontalieri: «Dovete venire in auto da soli»

Il Comitato sicurezza: «Inaccettabile che siano su veicoli occupati». I cantieri restano aperti

«È inaccettabile che i pendolari transfrontalieri in arrivo attraversino la dogana in un veicolo - furgone o autovettura - completamente occupato. Questo deve essere evitato nella maniera più assoluta». I granconsiglieri del Comitato per la sicurezza nel Grigione meridionale prendono posizione per chieder misure efficaci nella lotta al coronavirus.

«La situazione attuale è giudicata estremamente preoccupante già solo per il fatto che le nostre valli meridionali confinano tutte con l’Italia e sono vicinissime ai focolai dell’infezione virale - spiegano i parlamentari delle valli grigionesi di confine, dove si registrano decine di casi -. I confini sono attualmente ancora aperti, anche se limitatamente percorribili per alcuni gruppi di persone, questo malgrado dall’Italia giungano voci sempre più insistenti che ne chiedono la completa chiusura».

La chiusura delle frontiere, ricordano i rappresentanti eletti nel parlamento di Coira, è di esclusiva competenza del Consiglio federale e al governo del Cantone dei Grigioni non rimane che aderire rigorosamente alle direttive dello stesso. Il Comitato si dice perfettamente a conoscenza delle conseguenze per il Grigione meridionale, nel caso della chiusura totale delle frontiere in ambiti come sanità, edilizia e turismo. «Un ulteriore sviluppo negativo della situazione attuale potrebbe avere conseguenze fatali per l’economia delle nostre regioni di frontiera. Al fine di evitare una chiusura totale delle frontiere, è essenziale intensificare e rafforzare i controlli al confine e lungo le vie di traffico. Ora, riteniamo sia giunto il momento di rafforzare la comprovata cooperazione tra il Corpo delle guardie di frontiera e la polizia cantonale, ingaggiando nell’area di sicurezza anche formazioni dell’esercito, misura nel frattempo approvata dal Consiglio federale».


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