«Green pass  per i lavoratori   Sarà caos certo»

«Green pass

per i lavoratori

Sarà caos certo»

Il sindacato Librandi, Uil: «Situazione fuori controllo

Un’occasione persa non rinnovare il lavoro da casa»

«Una situazione che rischia di finire fuori controllo e che avrebbe dovuto essere gestita in modo diverso. Anzitutto costringendo cittadini e lavoratori alla vaccinazione anti Covid».

A meno di 48 ore dall’introduzione dell’obbligo di green pass sul posto di lavoro e dal contestuale rientro in ufficio per i dipendenti pubblici (e per i privati), seppur secondo una gradualità che garantisca norme anti-contagio e sicurezza come priorità, è il segretario generale nazionale Uil Fpl Michelangelo Librandi, presente ieri a Sondrio per l’inaugurazione della nuova sede cittadina della Federazione dei poteri locali, ad esprimere preoccupazioni e perplessità su come l’esecutivo ha gestito e sta gestendo la partita del mondo del lavoro.

Smart working

«Venerdì non solo i dipendenti saranno obbligati ad avere il Green pass, ma dovranno anche rientrare dallo smart working - ricorda -. E se moltissime persone nel settore Fpl non ne hanno usufruito perché hanno dovuto offrire assistenza alla cittadinanza, e pensiamo alle Rsa piuttosto che agli ospedali dove i lavoratori sono sempre stati impegnati in prima persona, per il resto del personale che rientrerà in servizio è semplicemente un’opportunità persa. È giusto rientrare, ma era anche giusto approfittare di questa pandemia per riorganizzare il mondo della pubblica amministrazione in generale. Per questo ci auguriamo che all’interno del rinnovo contrattuale che dovrebbe esserci poiché il contratto è scaduto da tre anni sia possibile regolamentare in maniera chiara lo smart working, modalità prevista in tutta Europa e su cui l’Italia, come al solito, è indietro».

Ma se per il lavoro agile si tratta di un’occasione persa, più grave e preoccupante è l’obbligo di Green pass «che - sostiene Librandi - è stato fatto in modo un po’ raffazzonato dal governo che non ha avuto il coraggio di introdurre l’obbligo vaccinale per i cittadini e i lavoratori, considerando che al di là delle preoccupazioni pur legittime dei singoli, il vaccino è l’unico strumento che abbiamo per combattere il Covid. Questo Green pass è invece davvero confusionario. Siamo certi che ci saranno grandissimi problemi per avere i tamponi nei tempi utili per chi non è vaccinato e alla scadenza delle 48 ore di validità per la ripetizione dell’esame».

E aggiunge: «Già ora le farmacie fanno fatica a rispondere alle numerosissime richieste. Abbiamo chiesto al governo di procrastinare l’utilizzo della certificazione per organizzare al meglio il lavoro e le collaborazioni tra chi dovrà fornire i tamponi e i lavoratori. Ci auguriamo che nelle prossime ore su questo ci siano opportunità di chiarimento».

Un chiarimento, ci tiene a sottolineare Librandi, secondo logiche democratiche di confronto «come abbiamo sempre fatto e non come abbiamo visto nelle ore passate con atti di violenza che hanno turbato tutti (e il riferimento è ovviamente all’attacco alla sede della Cgil, ndr) e che hanno messo in una situazione inopportuna e illegittima anche chi è sceso in piazza con legittime preoccupazioni».

Gli scenari che prospetta il segretario della Uil Fpl non sono dunque rosei. «Avevamo chiesto al governo di mettere la vaccinazione obbligatoria perché deve esserci anche un atto di chiarezza e di responsabilità - aggiunge -. Viviamo in un’era in cui le fake news imperano e l’esecutivo in questo anno e mezzo, anche a causa della composizione della sua maggioranza, non ha avuto il coraggio di dare informazioni univoche. Era quello che ci aspettavamo e che avrebbe potuto fare la differenza».


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