Granfondo Santini, l’Usb ha festeggiato  tutti i volontari
Una serata dedicata dall’Usb alla Granfondo (Foto by Foto Alberto Urbani)

Granfondo Santini, l’Usb ha festeggiato

tutti i volontari

Sabato al Pentagono l’Unione sportiva ha tirato le fila della gara ciclistica della scorsa estate. Consegnato un riconoscimento alla famiglia Tarantola.

Una partecipata e riuscitissima festa, sabato sera al Pentagono di Bormio, per dire grazie alle centinaia di volontari che hanno reso anche quest’anno unica la Granfondo Stelvio Santini. Ad organizzare il grande evento l’Unione sportiva bormiese, cabina di regia della competizione, unitamente alla famiglia Santini con in testa il patron Pietro e la figlia Monica.

Una manifestazione ciclistica, la Santini, diventata un cult tra le granfondo, una competizione “lunga” 151 chilometri anche quest’anno disseminati di volontari, dalla Bassa valle alla cima Coppi, al passo dello Stelvio. Tanti gli aspetti organizzativi e logistici legati a un’iniziativa del genere che, la scorsa estate, ha visto sulle strade della Valtellina oltre 3mila ciclisti, 3.080 per l’esattezza, rispettivamente 1.260 italiani e 1.820 provenienti da nazioni estere (pari al 59,09%) in rappresentanza di ben 43 nazioni. Di questi 2.469 sono giunti al traguardo tra i quali 156 donne: questi alcuni dei “numeri” della granfondo presentati al Pentagono di Bormio a consuntivo dell’edizione 2018.

La serata è stata anche l’occasione per presentare la prossima competizione, in programma il 2 giugno, gara alla quale, ad oggi, si sono già iscritti atleti in rappresentanza di 42 nazioni, numeri che aumentano giorno dopo giorno. Per questo successo, il grazie è stato forte e determinato, sia da parte della famiglia Santini che dal presidente del settore ciclismo dell’Unione sportiva bormiese Mario Zangrando.

Alla serata hanno partecipato anche le istituzioni, su tutte l’amministrazione comunale di Bormio che ha colto anche l’occasione per tributare un doveroso riconoscimento - di fronte a tanti atleti e concittadini - ad Egidio Tarantola, conosciuto a livello nazionale - e non solo - per essere stato il “papà” dell’amaro Braulio ma, per Bormio e l’Alta Valle, ha rappresentato non solo un imprenditore lungimirante ma, soprattutto, una persona che ha creduto molto nel suo paese, nei giovani, nello sport. A consegnare alla vedova Valeria e ai figli Edoardo, Attilio e Francesco il riconoscimento dell’amministrazione di Bormio, il consigliere di maggioranza Amalio Bellotti, molto amico di Tarantola. A ricordare il bene profuso per Bormio, il sindaco Roberto Volpato e il suo vice Giuseppe Rainolter: «Negli anni Tarantola - ha ricordato - ha fatto molto per Bormio, dalla bicicletta (con la prima squadra di atleti della Magnifica Terra “targata” Braulio), al ghiaccio, con il rilevante impegno, anche economico, per la realizzazione del palaghiaccio, al golf, il tutto sempre fatto con umiltà. Una persona schiva, il maggior filantropo che Bormio abbia mai avuto».

Alla vedova è stata consegnata una scultura di tiglio bianco con raffigurata la vita di Tarantola, dalla pallina da golf agli occhiali, opera dello scultore locale Marco Holzknecht. Guest star della serata il cantastorie lariano Davide Van De Sfroos che ha fatto cantare tutto il Pentagono di Bormio.


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