Gli utenti morosi e i rincari in bolletta  Due euro all’anno
Da qualche giorno su diverse piattaforme social circolano notizie sui rincari dei costi energetici che hanno fatto infuriare moltissimi cittadini

Gli utenti morosi e i rincari in bolletta

Due euro all’anno

Si infiamma il dibattito, consumatori arrabbiati. Ma girano troppe fake news, come l’aumento di 35 euro. L’Autorità per l’energia interviene per fare chiarezza.

Non saranno 35 euro ogni bimestre, ma circa due euro all’anno, e la colpa non è degli utenti che non pagano la bolletta dell’energia elettrica. Da qualche giorno su diverse piattaforme social circolano notizie sui rincari dei costi energetici che hanno fatto infuriare moltissimi cittadini: nei prossimi mesi, spiegano i messaggi (scritti o sotto forma di registrazioni audio), dovremo pagare 35 euro in più in ogni bolletta dell’elettricità, per compensare i soldi non versati dai clienti morosi.

Ma sono “fake news”, per usare un’espressione molto in voga: a fare chiarezza è intervenuta l’Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, e anche Il Sole 24Ore, quotidiano economico chiamato in causa in alcuni post e messaggi come fonte della notizia, ha pubblicato nei giorni scorsi un articolo in cui smentisce le «informazioni farlocche» - testuale – che stanno circolando.

Un elemento di verità c’è, nel senso che nei prossimi mesi effettivamente ci sarà una “socializzazione” in bolletta di oneri non pagati. Si tratterà, secondo le stime dell’Arera, di circa due euro all’anno per un consumatore medio e deriveranno da un problema legato al fallimento di alcune società di vendita dell’energia, non dalle morosità dei clienti finali. Le società di vendita infatti sono tenute a versare alle società di distribuzione gli oneri di sistema, ma alcune di esse sono andate in crisi e non hanno pagato, creando un buco che ora verrà coperto – come prevedono recenti sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, spiega il “Sole” - tramite la “socializzazione” in bolletta.

In parole povere, tutti gli utenti pagheranno una quota-parte per coprire il buco, ma la cifra sarà ben lontana dai 35 euro a bimestre di cui si parla sui social: Clara Poletti, direttore energia di Arera, ha chiarito che nelle previsioni la socializzazione vale circa il 2% degli oneri complessivi, circa due euro all’anno su una bolletta con un totale annuale di 500 euro più Iva da pagare. Le certezze sugli importi si avranno soltanto fra qualche mese, a settembre, ma l’Arera ha rassicurato tutti sulle cifre. E i clienti finali non c’entrano nulla, anche se il fenomeno delle morosità esiste e «c’è pure il problema del “turismo energetico”, dato dai furbetti che si spostano da un operatore all’altro lasciando spese non pagate», spiega Bruno Di Giacomo Russo, presidente di Aevv Energie, l’azienda dell’ex municipalizzata di Sondrio che si occupa di vendita di gas ed energia.

«Questo però è un discorso diverso», sottolinea Di Giacomo Russo. Ma c’è pure una versione del messaggio che invita a pagare solo parte delle bollette, «in attesa di decisioni del Tar», versando solo la quota relativa ai consumi e non quella legata agli oneri. Pessima idea, spiega ancora il presidente di Aevv Energie: «Un’auto-riduzione della bolletta significa morosità, quindi si rischiano tutte le procedure del caso, fino al distacco del contatore». E visto che in questi giorni diversi utenti hanno chiesto chiarimenti sulla questione, l’azienda ha deciso di preparare un vademecum sul tema: «Abbiamo stilato un testo sintetico con le spiegazioni del caso – conclude il presidente – e lo metteremo a disposizione negli uffici, per fare chiarezza».


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