Gli attori di Traona: un “padre nostro”  come portafortuna
1La Filodrammatica Traonese al Frassati per la stagione teatrale del Morbegnese2 Un momento dello spettacolo andato in scena a Cosio3 La commedia ha riscosso un buon successo e il calendario fissa nuovi appuntamenti da non perdere

Gli attori di Traona: un “padre nostro”

come portafortuna

Peppone e don Camillo riletti in salsa locale dalla Filodrammatica conquistano il “Frassati” di Cosio Valtellino. Il 20 marzo toccherà al Piccolo teatro delle Valli.

Peppone e don Camillo in salsa locale, la commedia messa in scena venerdì sera al Frassati dalla Filodrammatica Traonese per la Stagione teatrale del Morbegnese.

Siamo a Natale e tra due mesi in paese ci saranno le elezioni e come nelle “peggiori” tradizioni da prima Repubblica il popolo si divide tra comunisti e democristiani. I primi capeggiati dal Leone dei rossi (Angelo Catanzariti), il sindaco in carica, e i secondi dal poco mansueto, don Mansueto (Romeo Della Morte), il parroco votato alla politica che chiede consiglio al Cristo sulla croce che troneggia nella sacrestia.

Peccato che il Signore sia poco ascoltato dal prevosto, avvezzo a colpi bassi da maestro come quello di far circolare un vangelo contraffatto dove il Leone dei rossi viene messo in cattiva luce, confuso e mischiato con i personaggi più abbietti della millenaria storia di Gesù. Il capo dei comunisti non è da meno. Manda in giro santini promettendo di realizzare una discoteca in municipio che si chiamerà “Il peccato mortale” e presta il volto della figlia Dolores (Francesca Andreoli) al giovane pittore del paese, Giacomo (Maurizio Cambiaghi), incaricato di dipingere la Madonna per la chiesa. Una provocazione inaccettabile per l’inflessibile don. Insomma i motivi per litigare non mancano e il clima da rissa si infiamma, al punto che “A furia de tac lit…ia’ scomodà anca el Signor” come recita il titolo della divertente commedia. E Gesù, scenderà sulla terra nelle sembianze del barbone Nazzaro (Roberto Badorini) proprio nella casa del sacrestano Giuseppe (Giordano Baraiolo) e della pettegola moglie Maria (Tina Polidori) che incarna i difetti e le cadute del nostro tempo: il consumismo, l’uso eccessivo di medicine e medicamenti, l’essere troppo accondiscendenti con figli diventati ormai grandi, come l’imbranato Armando (Giorgio Giumelli), trattato come un bambino di sei anni o poco più. Gesù per rivelarsi alla famiglia compirà il miracolo di guarire gli anziani nonni Elpidio (Fabio Spini) e Palmira (Tiziana Maffezzini), riuscendo alla fine a portare sulla via della conciliazione i due eterni rivali.

La Filodrammatica, una delle compagnie più longeve della Bassa Valtellina, costituita all’inizio degli anni ’70 dall’indimenticabile don Domenico Songini, storico, scrittore, regista, appunto che considerava il teatro e i copioni gli strumenti più efficaci per trasmettere il messaggio di Gesù alla sua “cara gente”, non ha dimenticato la lezione del don e dopo la recita di un padrenostro come “in bocca al lupo” ha proposto al suo pubblico un testo che invita alla conciliazione, all’amore universale nel nome di Dio.

Il tutto, naturalmente condito all’ironia, che come sempre, aiuta a umanizzare linguaggi e situazioni, favorendo l’empatia tra attori e pubblico. Sul palco anche la perpetua Florinda (Paola Bonini) e l’Angelo (Stefania Loppi), mentre al trucco si è prestata Valentina Spini. La stagione proseguirà il 20 marzo con “La famiglia dell’antiquario” di Goldoni del “Piccolo teatro delle Valli”, mentre la commedia brillante “Il matrimonio perfetto” della compagnia “Il Millennio” di Cengio che era saltata il 21 febbraio, sarà proposta al pubblico del Frassati domenica 12 aprile.


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