Giro d’Italia, che beffa per Mazzo  Mortirolo solo in discesa fino a Grosio
Stefano Cecini sul Mortirolo, al tornante dedicato a Pantani

Giro d’Italia, che beffa per Mazzo

Mortirolo solo in discesa fino a Grosio

Il tracciato della prima delle due tappe valtellinesi taglia fuori il paese. Il sindaco: «È uno smacco, ma non è facile inserire la salita se è già previsto lo Stelvio»

Mortirolo in discesa e per giunta passando da Grosio. E Mazzo e resta a bocca asciutta. Niente tornanti in salita che hanno reso famoso il passo che collega la provincia di Sondrio a quella di Brescia come l’Alpe d’Huez del Tour de France, e neppure la possibilità di vedere sfrecciare i ciclisti in paese perché scenderanno dal versante grosino.

Secondo le ultime indiscrezioni circa il prossimo Giro d’Italia, il percorso della prima tappa delle due che toccheranno la Valtellina (da Rovetta o da Bergamo fino a Bormio, l’altra partirà il giorno successivo da Tirano), ha il sapore della beffa per il Comune di Mazzo che ha investito parecchio sul nome Mortirolo, lanciando anche un logo abbinato al ciclismo. «Se le indiscrezioni di questi giorni fossero confermate per noi sarebbe una delusione , è inutile nasconderlo - afferma il primo cittadino di Mazzo, Franco Saligari -. Sarebbe uno smacco anche per il consorzio del Terziere superiore e per la Comunità montana di Tirano che tanto stanno facendo col Comune di Mazzo per la valorizzazione del Mortirolo. Certo la montagna non si sposta e se non potremo avere il passaggio in occasione del Giro del Centenario, lo aspetteremo nel 2018».

Pur nella delusione per vedere escluso Mazzo e la salita del Mortirolo, il sindaco Saligari riesce a capire le scelte degli organizzatori: «Il Mortirolo ha indubbiamente una storia più recente di quella dello Stelvio che è la cima Coppi per antonomasia del Giro d’Italia. In caso di arrivo in cima allo Stelvio sarebbe stato più semplice inserire nella tappa anche la salita del Mortirolo da Mazzo ma invece l’arrivo a Bormio e l’ascesa dello Stelvio su i due versanti, rende impossibile avere tre grandi salite nella stessa tappa. Gli organizzatori di Rcs devono far fronte indubbiamente a molte problematiche quando disegnano una tappa e tener conto delle esigenze di tutti non è semplice, ci sono tanti tasselli da far incastrare».

Il passaggio del Giro, e le imprese di Marco Pantani, al quale è dedicato un monumento sui tornanti, ha reso popolare il Mortirolo nel mondo, ma Mortriolo non significa solamente ciclismo professionistico: « Siamo contenti delle decine di migliaia di ciclo amatori che ogni anno si cimentano sulla nostra salita - afferma Saligari - Le dirette tv hanno costruito il nostro successo e speriamo quanto prima di tornare ad ospitare una tappa del Giro, ma la nostra attenzione è rivolta ai tanti ciclo amatori che ci raggiungono costantemente».

Sognando le imprese di Aru o di Nibali, il Mortirolo dovrà accontentarsi per il momento dell’ultimo tocco di popolarità che gli ha dato nei mesi scorsi l’ex professionista su strada grosino Stefano Cecini, che è salito consecutivamente per otto volte sul Mortirolo da Mazzo conquistando l’Everesting Mortirolo. La corsa rosa nel 2017 sarà Mortirolo ma solo in versione discesa Monno-Grosio. Un sapore strano, un po’ come servire pizzoccheri senza burro e formaggio.


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