Giro di vite sulla cannabis   A rischio i negozi della Valle
Diego Scieghi, imprenditore del settore

Giro di vite sulla cannabis

A rischio i negozi della Valle

Lo stop della Cassazione. Canapa shop e tabaccai nell’occhio del ciclone. «Attendiamo chiarimenti, abbiamo investito recuperando terreni incolti».

Stretti all’angolo. Fa discutere anche in Valtellina la decisione della Corte di cassazione con la sentenza relativa alla “cannabis light”: non si consente più la vendita dei prodotti «derivati dalla coltivazione della cannabis, come l’olio, le foglie, le infiorescenze e la resina» salvo che «tali prodotti siano in concreto privi di efficacia drogante». Tra clamore mediatico, e realtà legislativa, vanno nello scompiglio i cosiddetti «canapa shop» quei negozi, che commercializzano «prodotti alimentari, biologici, e infiorescenze di cannabis legale». Tra ieri e oggi, appresa la notizia, esercizi specializzati, ma anche tabaccai che vendono prodotti esposti a base di infiorescenze di cannabis light si trovano nell’occhio del ciclone, ce ne sono a Sondrio, a Morbegno.

I negozi si domandano quali possano essere concretamente le conseguenze nella applicazione del decreto legislativo dell’Alta corte. A Sondrio, a “il Canapaio”, esercizio collegato alla azienda agricola Kanuf, canapa in dialetto, i titolari sono assillati da dubbi e anche perplessità. «Stiamo ancora cercando di capire – afferma Diego Scieghi, imprenditore che con due soci ha avviato l’azienda agricola e l’esercizio commerciale – giovedì, da quando si è appresa la notizia, è scoppiato un boom mediatico. Ma occorrerà aspettare un paio di settimane per conoscere bene i particolari della sentenza. Sappiamo che in Italia, in altre zone – ha aggiunto – le forze dell’ordine hanno cominciato in queste ore a fare dei sequestri preventivi».

«Ma se si va a leggere quanto ad ora riportato sul dispositivo giuridico, sono esclusi, giustamente, da questa messa al bando, i “prodotti in concreto privi di efficacia drogante”. E noi vendiamo questo tipo di cannabis light. Non ci nascondiamo – prosegue – sapevamo che si sarebbero potute incontrare delle difficoltà, andando avanti. Ma, quando due anni fa, si è aperto uno spiraglio alla coltivazione della canapa, la cannabis light, coltivazione antica, abbiamo preso terreni incolti in comodato d’uso. Abbiamo più di 4 ettari di campi recuperati al dissesto, prima incolti. Abbiamo investito, iniziato con la semina. Per prodotti ad uso medicinale, alimentare, cosmetici».

Anche a Morbegno in via Garibaldi è stato aperto per diversi mesi un «canapa shop». A condurlo, Danilo Della Marianna che prima aveva una pizzeria bio a Cosio Valtellino. In questi giorni però sta chiudendo l’esercizio. «Ma non lo faccio per i divieti e le nuove prescrizioni – spiega mentre chiude anche concretamente il negozio – è una mia scelta aziendale, c’è molta confusione, clamore mediatico. In realtà bisogna vedere ciò che è permesso e legale e ciò che è vietato». Perplessi anche i tabaccai che vendono i prodotti della “Linea Kanuf-Canapa Valtellina”. «I clienti comprano il prodotto, da circa un mese, c’è richiesta – spiega dal banco del bar Tre, Morbegno, Samantha – non sono la titolare, mi verranno date indicazioni».


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