Giorgetti: «Olimpiadi difese con i denti»
Giancarlo Giorgetti si è presentato in quota - puntalissimo peraltro - con indosso una felpa con la scritta “Val di Giust” per ritirare il “Premio Madesimo”

Giorgetti: «Olimpiadi difese con i denti»

Il Premio Madesimo. Il sottosegretario ha svelato i retroscena legati alla candidatura per i giochi del 2026. In sala i sindaci della Valle che con lui e con l’assessore Massimo Sertori hanno avuto un incontro privato.

«Non credo siano a rischio e pericolo. Non c’entra niente», è stata la risposta del sottosegretario alla domanda che ieri tutti si facevano: con la crisi di Governo in atto, che fine faranno i Giochi Olimpici del 2026? Look salviniano, Giancarlo Giorgetti si è presentato in quota - puntalissimo peraltro - con indosso una felpa con la scritta “Val di Giust” per ritirare il “Premio Madesimo” che la località gli ha dedicato proprio per il piglio deciso con cui ha sempre difeso la candidatura alle Olimpiadi invernali del 2026 che vedranno in prima linea anche la provincia di Sondrio.

I toni del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio sono sempre stati soft, come da sua abitudine. Non sono mancate, però, le punture di spillo nei confronti dell’ormai ex alleato di Governo, il Movimento 5 Stelle, nel racconto dell’avventura che ha portato ad attribuire all’Italia le Olimpiadi invernali del 2026.

«Avevo sempre sentito parlare di questo Premio - ha detto riferendosi al riconoscimento che la località in quota riserva da 24 edizioni a questa parte a chi “canta fuori dal coro” -, ma mai avevo pensato di riceverlo. Fa molto piacere».

«L’avventura delle Olimpiadi - ha poi raccontato Giorgetti a una numerosa platea affollata di turisti e di testate giornalistiche che non si sono fatte sfuggire l’occasione di intervistare Giorgetti all’indomani della crisi di Governo - è partita molti anni fa ed è ripartita quando Roma ha abortito la candidatura per le Olimpiadi estive. L’obiettivo era una candidatura Milano-Torino per usare gli impianti del 2006 e risparmiare. Poi è arrivata all’ultimo minuto la candidatura di Cortina. Si è lavorato a una candidatura unitaria, ma per ragioni politiche Torino si è sfilata. Alla fine è rimasta la candidatura di Milano-Cortina con l’appoggio delle due Regioni. Nel Governo, dopo una estenuante discussione, si è arrivati a un appoggio dello Stato senza impegno finanziario».

Il problema del “costo zero” è stato aggirato da Giorgetti con quella che ha definito una “genialata”. «Lo Stato doveva comunque sostenere dei costi per ordine pubblico, politica doganale e sanità. Abbiamo affibbiato i costi agli enti locali, ma garantendo di lasciargli il maggiore gettito fiscale derivante dell’evento. Questo ha permesso di superare anche le ultime resistenze».

Il senso dell’operazione l’ha spiegato lo stesso Giorgetti, stimolato dal moderatore Auro Bulbarelli, direttore di RaiSport: «Le Olimpiadi non sono fatte per Milano o per le località che ospiteranno le gare. Sono fatte per l’immagine delle Alpi italiane». Nella sala del centro congressi anche una nutrita batteria di sindaci della Valle, che prima hanno tenuto un incontro riservato con i due ospiti. Presente anche il prefetto di Sondrio Paola Spena.

Giorgetti è salito in quota accompagnato dall’assessore regionale alla montagna Massimo Sertori, primo a ricevere il nuovo “Premio Bertacchi”, istituito nell’anno in cui ricorre il 150esimo dalla nascita del poeta, per il suo impegno per portare in provincia di Sondrio le Olimpiadi invernali per sordi.

Sertori è partito omaggiando il collega di partito nella Lega: «Da sempre Giorgetti è vicino a questo territorio. Lo dimostra il fatto che il primo atto di questo Governo sono stati provvedimenti per risolvere la situazione di emergenza della frana dì Gallivaggio. Le Olimpiadi per sordi sono un impegno importante. Dobbiamo fare in fretta, perché i tempi sono stretti».


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