Giochi 2026: sedi e budget, tra Milano e Cortina c’è «grande intesa»
Un momento dell'incontro tra il Coni, le Regioni Veneto e Lombardia e i Comuni di Milano e Cortina, nel quale si è intrapresa la fase operativa per la predisposizione del dossier di candidatura per le Olimpiadi invernali 2026

Giochi 2026: sedi e budget, tra Milano e Cortina c’è «grande intesa»

Risorse equamente suddivise tra i due poli, così come le gare. È scattato, con l’incontro tecnico al Coni, l’iter progettuale sul dossier di candidatura italiana ai Giochi invernali del 2026.

Risorse equamente suddivise tra i due poli, così come le gare. È scattato, con l’incontro tecnico al Coni, l’iter progettuale sul dossier di candidatura italiana ai Giochi invernali del 2026 Milano-Cortina. «C’è grande intesa», ammettono a fine vertice, durato circa un’ora e mezzo, i protagonisti del confronto.

Da una parte il presidente del Coni, Giovanni Malagò, con i responsabili su dossier e candidatura, Carlo Mornati e Diana Bianchedi, dall’altra i rappresentanti di istituzioni ed enti locali territoriali: il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il Governatore della Lombardia, Attilio Fontana, con gli assessori Antonio Rossi e Roberta Guaineri, il sindaco di Cortina, Gianpietro Ghedina e il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia. Tutti riuniti per la prima volta attorno allo stesso tavolo dopo l’ufficialità arrivata dal Cio a Buenos Aires: «Ho visto un buon clima, oltre ogni più rosea aspettativa», rivela Zaia, secondo il quale su referendum in Veneto e possibilità di includere ancora le valli piemontesi «è tardi: siamo già ai tempi supplementari».

Il sindaco di Milano ha spiegato che «siamo d’accordo sul 98% delle cose, mancano solo alcuni dettagli», per poi passare a specificare che «sulle risorse - le parole di Sala - abbiamo fatto una cosa molto pragmatica: metà dalla Lombardia e Milano, metà da Cortina e il Veneto. Questo sarà la nostra regola e poi vedremo cosa dirà il Governo». Tra le decisioni prese c’è quella di non prevedere un comitato promotore: «Saranno gli stessi stakeholder a partecipare agli incontri», ha rivelato Malagò. E se la cerimonia di apertura «darei per scontato che si terrà a Milano», dice con certezza Sala, diversamente potrebbe avvenire per quella di chiusura: «Inizialmente - ha annunciato Malagò - cerimonia di apertura e chiusura dovevano essere entrambe a Milano, ma stiamo valutando anche altre possibilità per la quella di chiusura: l’Arena di Verona è un’idea». Equa ripartizione anche per le gare, con lo sci quasi tutto a Cortina, con alcune gare in Trentino e in Valtellina, gli sport di ghiaccio invece a Milano. Pari accordi anche sul tema delle risorse, perché sarà «una candidatura a costi molto bassi», conferma il sindaco di Milano.

E se per Malagò «i numeri spalmati su 8 anni sono estremamente alla portata di bilanci e budget di regioni così importanti», sia Sala che Zaia e Fontana continuano a nutrire speranze su un futuro sostegno del Governo: «Io spero sempre che sia al nostro fianco, sono un inguaribile ottimista», ha detto il governatore del Veneto. Stesso leitmotiv per Sala e Fontana: «Saranno le Olimpiadi dell’Italia, il Governo deve sostenerle». Prossimi appuntamenti, il 7 e 8 novembre con la visita a Roma del presidente del Cio, Thomas Bach, e il suo segretario Christophe De Kepper e poi a fine novembre all’Anoc (Associazione comitati olimpici nazionali, ndr) a Tokyo.

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