Giardino Besta a Sondrio, che degrado  «Nessuna mamma ci viene più»
Prese di mira anche le installazioni artistiche che decorano il Giardino Besta (Foto by Foto Gianatti)

Giardino Besta a Sondrio, che degrado

«Nessuna mamma ci viene più»

Lo spazio verde di via Ragazzi ’99 vittima dell’incuria. Rifiuti, graffiti ovunque e le scale che portano al garage sono da incubo.

Ha tutta l’aria di essere un giardino pubblico affidato alla buona educazione di chi lo voglia frequentare. E qui casca l’asino. Il Giardino Besta è lì da vedere. Sopraelevato rispetto alla quota stradale, cui si accede da un profondo portico. La superficie è scandita da una maglia modulare e cordoli in calcestruzzo che separano le diverse componenti naturali (erba, acqua, terra, ghiaia), creando un ambiente raccolto e minimalista. Appena iniziata la via Ragazzi del 99, sulla sinistra, ci sono i cancelli che danno accesso a questo giardino che sarebbe anche qualche cosa di avveniristico, volendo, ma il corollario nel quale è immerso parla di degrado a 360°. Qualcuno non sta facendo il suo dovere o forse lo sta facendo troppo.

E non parliamo di cani a quattro zampe: ghirigori sui muri si sprecano (ma quella magari è arte), liquami stazionano, si trovano dappertutto avanzi di festini festicciole e cose di questo genere, con residuati della bisboccia; probabilmente anche Halloween ci ha messo del suo. «Vorremmo vedere quale mamma porterebbe qui i propri bambini» ci è stato fatto notare da un gruppo di cittadini.

Fatto sta che il Giardino Besta ha l’aria di essere tutto tranne che uno spazio verde. Se poi si imboccano le scale, lato sud, per scendere al piano di sotto (dove ci sono garage): “lasciate ogni speranza, voi ch’intrate”. «Il problema si trascina da sempre, sarebbe magari il momento di richiamare l’attenzione di qualcuno a che un minimo di rispetto per la nostra città non debba poi essere così cosa da marziani» ,hanno voluto sottolineare i suddetti cittadini. In un angolo, ci hanno fatto notare, c’è pure una telecamera ma probabilmente “dev’essere finta”. E tutto questo accade sotto le finestre degli uffici dell’amministrazione provinciale e in pieno centro città. Ma una situazione del genere non solo non è la benvenuta in un centro cittadino, ma non sarebbe il massimo neanche se fosse in periferia: qui il problema arriva da molto lontano.


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