Sabato 30 Agosto 2014

Giallo di Grosotto:

«Nessuna certezza»

Il luogo in cui è stato ritrovato il cadavere della ragazza

«I primi risultati dell’autopsia, al momento, non sono decisivi per ricostruire quello che è successo». Sono le parole del sostituto procuratore Elvira Antonelli, titolare dell’inchiesta per la morte di Veronica Balsamo, la cameriera di 23 anni, di Tiolo, caduta in una scarpata lo scorso sabato notte.

«A questo punto - ha continuato il sostituto procuratore - dobbiamo aspettare l’esito di tutti gli accertamenti che sono stati fatti: quelli tossicologici, quelli biologici e quelli genetici».

Quando si potrà sapere qualcosa? «Dipendono dai consulenti e dai tempi tecnici che sono necessari. Noi abbiamo chiesto loro la massima urgenza possibile».

L’autopsia è stata fatta giovedì pomeriggio nell’ospedale di Sondrio dal medico legale lecchese Paolo Tricomi, indicato dalla Procura. Come perito di parte l’avvocato Francesco Romualdi, che assiste il fidanzato di Veronica, il diciottenne Emanuele Casula (indagato come atto dovuto), ha indicato il medico legale di Pavia Piero Masi Benedetti; per la famiglia, invece, ha assistito agli accertamenti il dottor Maurizio Robustelli Della Cuna.

È stato fatto anche un sopralluogo nel punto esatto in cui è stato ritrovato il cadavere: i periti non hanno voluto lasciare nulla al caso. Quando è stata trovata, Veronica Balsamo aveva una ferita alla testa: «Ma al momento - ha sottolineato ancora il sostituto Antonelli - non è stato possibile appurare se questa ferita sia davvero la causa della morte e se sia compatibile con il luogo in cui è stato ritrovato il cadavere».

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