Galleria d’arte  nella ex Bankitalia  «Si chiamerà Vaga»
La ex sede della Banca d’Italia in piazza Garibaldi: diventerà una galleria d’arte

Galleria d’arte

nella ex Bankitalia

«Si chiamerà Vaga»

Il Comune di Sondrio ha illustrato il progetto. Costo: 5 milioni tra acquisto della sede e sistemazione. «Parte integrante con i musei e il centro cittadino»

Vaga, Valtellina art gallery o, per usare l’italiano, Valtellina galleria d’arte. E’ questo il nome scelto intanto per il museo di arte moderna e contemporanea da realizzare nell’edificio dell’ex Banca d’Italia in piazza Garibaldi.

Un’operazione da 5 milioni di euro circa di cui si parla da mesi e la cui analisi di fattibilità e sostenibilità economica è stata presentata venerdì sera ai consiglieri comunali dal professor Stefano Della Torre, ingegnere e architetto ordinario di restauro, che sta lavorando a stretto contatto con l’assessore alla Cultura Marcella Fratta, vera anima dell’iniziativa, che su questa idea sta lavorando seppur in silenzio da un paio d’anni.

Lo stabile, tre piani più i caveau, risalente al 1840 e ormai chiuso dal 2015, che Bankitalia è pronta a cedere per la cifra di 2.080.000 euro (cui aggiungere imposte di registro e altro), ha bisogno di un’importante opera di ristrutturazione.

Quella presentata da Della Torre insieme alle prime analisi di sostenibilità gestionale parla di un impegno di spesa di 2,5 milioni di euro, circa 1.300 euro al metro quadro e della necessità di un accordo di programma con altri istituzioni o enti per la sua realizzazione.

Un progetto che mira al completamento del sistema museale urbano e regionale e a fare da attrazione non soltanto per i residenti di Valtellina e Valchiavenna, ma anche per i turisti. Non a caso nello studio Della Torre ha analizzato i flussi turistici fino al 2019 e ipotizzato il potenziamento dell’offerta in prospettiva post covid. «Ci immaginiamo un sistema a quattro con il Mvsa, con Castel Masegra e con il centro storico proponendo una riscoperta della Via dei palazzi, di Scarpatetti e di salita Ligari - ha detto Della Torre - pensando a un’offerta integrata. Questa è la chiave della proposta e delle valutazioni di sostenibilità dell’iniziativa che va a cogliere un’opportunità, ma anche un rischio che va valutato».

E se tra i punti di forza individuati ci sono la crescita e il rilancio della città da un punto di vista turistico,tra le criticità Della Torre non ha nascosto l’esiguità del bacino d’utenza seppure i dati turistici siano tendenzialmente interessanti, con anche all’orizzonte le Olimpiadi 2026, e un investimento ambizioso per le spese di “noleggio” delle opere d’arte e il marketing.

Tre gli scenari analizzati, tutto compreso: low, con 10mila ingressi all’anno (27 al giorno senza alcuna chiusura), che porterebbero ad uno sbilancio di 288mila euro; middle con 20mila ingressi e un buco di 168mila euro e top che comporterebbe solo un -52mila euro.


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