«Gabri era una persona dal cuore grande»
La cerimonia funebre ieri pomeriggio a Sant’Eusebio, la chiesa era gremita

«Gabri era una persona dal cuore grande»

PasturoGremita ieri la parrocchiale di Sant’Eusebio per dare l’ultimo saluto a Gabriele Orlandi Arrigoni. La preghiera anche per il nipote gravemente ferito nell’incidente: «Resisti, facciamo tutti il tifo per te»

Chiesa gremita, pianti, parole dolci, testimonianze di parenti, amici, coscritti, volontari, colleghi di lavoro: ieri nella parrocchiale di Sant’Eusebio tantissime persone hanno voluto dare l’ultimo saluto a Gabriele Orlandi Arrigoni, 38 anni, morto tragicamente nel pomeriggio di giovedì scorso mentre era bordo della sua moto sulla strada provinciale 62, a Balisio.

A bordo con lui c’era anche il nipotino di tredici anni, figlio del fratello Luca: il bambino è tuttora ricoverato in condizioni gravi all’ospedale San Papa Giovanni XXIII a Bergamo.

I compagni e gli amici

In chiesa, quando è arrivato il corteo funebre partito dall’abitazione di Gabriele Orlandi Arrigoni, con il feretro in spalla agli amici, è scoppiato un applauso scrosciante.

Erano tantissimi i compagni delle scuole medie di Cremeno del tredicenne che sta lottando per la vita; con loro anche tanti atleti, molti, giovanissimi dell’associazione dilettantistica “Asd Pasturo” in divisa. Sodalizio di cui Orlandi Arrigoni era stato cofondatore nel 2014 con l’attuale presidente, Alberto Zaccagni. Ed è stato proprio quest’ultimo, quasi alla fine della funzione, che ha parlato per primo dell’amico che non c’è più. A fatica, la sua voce era rotta dal pianto: «Gabri era una persona semplice, spontanea con un cuore grande». Poi un pensiero alla vedova in lacrime, Debora Benedetti: «Sua amata e adorata compagna di vita», che condivideva le passioni sportive di Gabriele. Molto toccanti anche le parole del cugino Davide Invernizzi, dei coscritti del 1979, dei volontari del Soccorso centro Valsassina e dei colleghi di lavoro della “Galperti” di Cortenova.

Le esequie sono state celebrate dal parroco dell’Unità pastorale Maria Regina dei Monti, don Lucio Galbiati. Il sermone è stato affidato ad Antonio Fazzini, sacerdote residente a Pasturo: lui e Gabriele si conoscevano bene. Don Antonio ha voluto dare un significato a questa morte che «ai nostri occhi non poteva, non doveva succedere» e ha parlato rifacendosi al passo del Vangelo di San Luca sulla morte di Cristo in croce».

«Un sorriso luminoso»

«Silenzio di Dio a tante domande che ci poniamo. Apparentemente non risponde, come quando Gesù chiese “Padre mio perché mi hai abbandonato”. Dio ha dato a Gabriele il soffio della vita che rimane, non può essere soffocato dalla morte - poi un pensiero ai genitori del defunto, Giacomino ed Ernestina e alla moglie - Era bello incrociarci sui monti: si fermavano per salutarmi con un sorriso luminoso, la più bella carta di presentazione. Atleti, ma più che i tempi di gara da battere, a Gabriele stavano a cuore le persone».

Infine, con il cuore in mano il sacerdote si è appellato alla Vergine per la sorte del ragazzino: «Resisti, sei un ragazzo forte, facciamo tutti il tifo per te. La tua vera Madre, la Madonna, ti sta portando nelle sue braccia».

«Era sempre volenteroso, si dava sempre da fare. Mai si tirava indietro. Una grande perdita», commenta il coordinatore della Gruppo della protezione civile di Pasturo, Pierluigi Artana.


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