Sabato 01 Febbraio 2014

Futuro incerto per il Parco Stelvio

La Regione rassicura la Provincia

Preoccupazioni per il futuro del Parco nazionale dello Stelvio

Preoccupazioni per il futuro del Parco nazionale dello Stelvio, a serio rischio smembramento.

A sollevare dubbi e preoccupazioni è l’articolo 1 della legge 147 della fine dello scorso anno che stabilisce che «mediante intese da concludere entro il 30 giugno 2014, sono definiti gli ambiti per il trasferimento o la delega delle funzioni statali e dei relativi oneri finanziari riferiti al Parco nazionale dello Stelvio per le province autonome di Trento e Bolzano», ma non fa alcuna menzione della Regione Lombardia che con le due province di Sondrio e Brescia copre quasi il 50% della superficie complessiva dell’area protetta.

«Ad una prima lettura - sostiene il consigliere provinciale Sandro Sozzani nell’interrogazione presentata in Provincia - sembrerebbe di capire che ogni competenza e funzione verrebbe sottratta alla Regione Lombardia e che quindi, paradossalmente, alle due province autonome verrebbe riconosciuta la titolarità esclusiva sul parco anche per la parte bresciana e sondriese. Ma se anche secondo un’interpretazione meno drammatica del testo così non fosse, resterebbe il fatto che rapporti, competenze e deleghe relative alla Lombardia sarebbero regolati con atti separati, lasciando il provvedimento comunque monco».

Il presidente della Provincia Massimo Sertori assicura di essersi attivato presso la Regione per sanare l’anomalia presente nella legge.Regione che, attraverso il sottosegretario alla presidenza con deleghe alla Montagna, Rapporti istituzionali, Attuazione del programma e Accordi di programma, Ugo Parolo ha già avviato il confronto con le Province autonome per essere coinvolta nei processi decisionali riguardanti l’area protetta.

La Regione ha ribadito la ferma volontà di entrare nell’intesa e di voler essere parte integrante della futura governance dell’area protetta.

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