Fuoripista e valanghe, le regole da seguire
Il Vallone, area dedicata al fuoripista: si vede bene il distacco che sabato ha provocato la valanga

Fuoripista e valanghe, le regole da seguire

Le raccomandazioni del Soccorso alpino: «Portarsi l’Artva, informarsi e rivolgersi alle guide». Ieri accessi da record sulle nevi dell’Alta Valle. A Bormio registrati oltre 4.500 ingressi. Tanti incidenti in pista.

Ancora una valanga a Bormio, di nuovo e per fortuna uno scampato pericolo - dal momento che il distacco avrebbe potuto avere gravissime conseguenze -, e ancora un altro sciatore denunciato e due multati. Un copione già visto qualche settimana fa quando, sempre sul Vallone, un cittadino olandese era stato denunciato per distacco colposo di valanga. In quell’occasione nove le persone che avrebbero potuto rimanere sepolte dalla spessa coltre nevosa di ben due valanghe verificatesi l’una a ridosso dell’altra.

Sabato erano undici le persone presenti nell’area, due delle quali sono rimaste coinvolte ma, fortunatamente, sono rimaste illese. Un cittadino danese di 49 anni è stato denunciato per distacco colposo di valanga e lo stesso e uno svedese sono stati multati perchè trovati sprovvisti dell’attrezzatura di sicurezza, cioè dell’Artva. La neve perfetta, ed attesa da mesi, le condizioni meteo ottimali spingono numerose persone a riversarsi sulle piste ma anche qualche imprudente ad osare di più, forse non perfettamente consapevole delle possibili ripercussioni del suo agire. In pista, come e soprattutto nel fuoripista, nelle aree dedicate al freeride, ci sono delle regole da seguire e a nulla vale l’improvvisazione che può solo nuocere a se stessi e agli altri.

Uno sguardo al nivometeo, la lettura dei bollettini valanghe, le condizioni ambientali, la previsione della gita, del tracciato che una persona ha intenzione di compiere, la compagnia di amici al seguito e le loro potenzialità: queste le variabili da tenere ben presente quando si decide di effettuare un’escursione. La programmazione, come avevano sottolineato anche i tecnici del soccorso in occasione della giornata per la sicurezza sulle piste, è davvero fondamentale.

Occorre prevenire, evitare l’insorgere di pericoli e, in caso di incidenti, essere capaci di intervenire. «Per la prevenzione del rischio – hanno fatto sapere gli uomini della settima delegazione Valtellina - Valchiavenna del Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) - non basta la mera consultazione del bollettino nivometeorologico, sebbene sempre raccomandata. È molto importante anche imparare a leggere i segnali della singola porzione di territorio perché, mentre le previsioni sono di carattere generale, nulla sostituisce le informazioni specifiche che si possono ottenere attraverso una attenta osservazione dei pendii. In ogni caso, il Soccorso alpino e i professionisti della montagna, come le guide alpine, costituiscono un riferimento molto importante, in quanto conoscono il territorio e sanno interpretare ogni segnale che possa anticipare il rischio di distacchi».

Per chi volesse avventurarsi nel fuoripista, inoltre, fondamentale essere dotati di Artva, l’apparecchio di ricerca in valanga, sia per la propria sicurezza che per non incorrere nelle sanzioni. Oltre che di pala e sonda. Meglio ancora se ci si porta anche lo zaino con l’Abs. Occhio anche ai comportamenti da tenere in pista onde evitare spiacevoli incidenti.

Ieri, in Alta Valle, numerosi gli interventi sulle piste davvero molto affollate. Basti pensare che la sola Bormio, sia ieri che sabato, ha fatto registrare 4.500 primi ingressi. Il primo allarme è scattato ieri mattina poco dopo le 11 per un ragazzino di tredici anni che si era scontrato in pista con un altro giovane. Dopo le prime valutazioni del medico delle piste, il ragazzo è stato trasportato all’ospedale di Sondalo in ambulanza per un trauma cranico commotivo.

Nel comprensorio dal San Colombano, ieri pomeriggio, è intervenuto l’elicottero per uno straniero di vent’anni che si era tagliato con uno sci. L’elicottero, stavolta proveniente da Brescia, è intervenuto anche al Cimino di Bormio.


© RIPRODUZIONE RISERVATA