Frontaliera licenziata  La Lega dei ticinesi  «Ora posto agli svizzeri»
Un frame del video costato il posto di lavoro all’ingegnere italiano

Frontaliera licenziata

La Lega dei ticinesi

«Ora posto agli svizzeri»

Il partito fondato da Bignasca cavalca il caso. Quadri invita i connazionali a inviare il curriculum vitae. Ma voci autorevoli del Cantone criticano l’azienda

Il video su Instagram della giovane manager dimorante a Lugano che puntava il dito contro i vigili ticinesi per una multata in odore di discriminazione («La multa ce l’ho io perché questi sono svizzeri«, l’incipit del video poi rimosso) e che, quarantotto ore più tardi, le è costato il posto di lavoro, non poteva lasciare indifferente il mondo della politica ticinese, a caccia di voti a una manciata di mesi dalle elezioni cantonali.

E così dopo aver posto l’accento sui social network contro chi «sputa nel piatto dove mangia», ieri il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri ha invitato l’ex datore di lavoro - la Avaloq, con sede nel Luganese - «a dimostrare la propria buona volontà, assumendo un o una ticinese» al posto della giovane frontaliera.

Ma è normale, in Svizzera, licenziare così? Di sicuro non tutti la pensano così. A stigmatizzare i modi della Avaloq - «anche nell’interesse dei nostri clienti del settore finanziario, è nostro compito agire contro comportamenti inaccettabili» - anche una deputata, la socialista Lisa Bosia Mirra: «Volete dirmi che nel nostro Cantone si viene licenziati perché si sono espresse delle opinioni attraverso un social-media?», aggiungendo poi che il licenziamento «è un fatto grave».


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