«Frana Ruinon, servono due milioni»
Un’immagine del Ruinon (foto Azzola)

«Frana Ruinon, servono due milioni»

I sindaci dell’Alta Valle hanno scritto al presidente del Consiglio dei ministri Conte chiedendo «risorse per la fase d’emergenza» - E per il futuro si pensa a un impianto a fune tra Bormio e Santa Caterina

Anche il presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conteè stato informato circa la situazione di criticità del Ruinon in Valfurva e l’Alta Valle, compatta, è pronta a scendere a Roma per incontrarlo e per chiedere il finanziamento per la realizzazione di un impianto a fune in quota, tra Bormio e Santa Caterina Valfurva, e due milioni di euro per coprire le spese legate all’attuale fase di emergenza.
Con una lettera condivisa, firmata dalla Comunità montana Alta Valtellina e dai sindaci di tutti e sei i comuni del mandamento l’emergenza legata alla frana del Ruinon e alle difficoltà di collegamento è rimbalzata sui tavoli di confronto della capitale unitamente ad una reale soluzione alternativa alla viabilità attualmente a singhiozzo attraverso la costruzione di un impianto a fune in quota.
In una missiva sono state evidenziate le forti limitazioni all’accessibilità verso la stazione turistica di Santa Caterina Valfurva dal momento che la strada provinciale 29, quella attualmente interessata dai provvedimenti di chiusura, rappresenta l’unica via aperta tutto l’anno (ad oggi il paese è raggiungibile dal Gavia, passo aperto solo d’estate). I rappresentanti delle istituzioni dell’Alta Valle hanno evidenziato come «oltre ai problemi per i residenti, costretti a transitare per un tracciato alternativo collocato in quota, occorre sottolineare che l’evento (il movimento franoso in atto da alcuni giorni) coincide con l’avvio della stagione estiva e, considerato che la località vive esclusivamente di turismo, il destino economico degli operatori è seriamente messo a rischio». Una grande preoccupazione, questa, unita al rischio di potersi trovare a percorrere una strada che potrebbe poi essere sepolta dalla frana, un’ipotesi che operatori e cittadini hanno sottolineato a gran voce agli amministratori locali. Da qui la decisione di scrivere al numero uno del Governo, ai vicepresidenti Salvini e Di Maio, dipartimento di Protezione Civile, ai presidenti di Regione e Provincia e a tutti gli enti a diverso titolo coinvolti. Pensando ad una reale situazione alternativa ed evitando i progetti, già ipotizzati in passato, troppo onerosi e lunghi per la loro realizzazione, gli amministratori hanno pensato al completamento di un collegamento tra Bormio e Santa Caterina «con un impianto a fune ubicato ad una quota sufficiente per non ricadere nell’ambito pericoloso».
Un intervento, quindi, che rappresenterebbe un collegamento garantito, nei periodi di aggravamento del rischio di caduta della frana - che oramai si verifica con cadenza annuale -, collegamento a disposizione di residenti, turisti e delle aziende che operano sul territorio. Al Governo gli amministratori dell’Alta Valle hanno quindi chiesto la concessione di un finanziamento necessario a coprire i costi di realizzazione dell’infrastruttura di trasporto a fune che saranno determinati con un’idonea progettazione.
Ma non è tutto: chiesti intanto due milioni di euro per gestire l’attuale fase di emergenza, risorse da destinare «al mantenimento in efficienza - si legge nella richiesta - e al miglioramento della viabilità alternativa provvisoria, al funzionamento di servizi di trasporto dedicati, al controllo del movimento franoso e all’impiego del personale necessario per le attività di supporto alla popolazione».


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