Frana, chiusa la 36: isolati Madesimo e Campodolcino
Strada chiusa a Gallivaggio, impossibile raggiungere Campodolcino e Madesimo in auto (Foto by foto Lisignoli)

Frana, chiusa la 36: isolati Madesimo e Campodolcino

Sono oltre 1500 le persone rimaste bloccate Visto il rischio di smottamenti la strada resta chiusa. Proseguono i lavori di disgaggio dei massi pericolanti

La riapertura della statale 36 è durata soltanto un’ora. Poi il traffico è stato di nuovo bloccato e i Comuni di Madesimo, Campodolcino e le frazioni di Cimaganda e Lirone nel territorio di San Giacomo Filippo, con più di 1500 residenti in totale, sono tornati isolati e lo rimarranno almeno per un’altra giornata. «Si è tenuta oggi alle ore 18 alla presenza di tutti gli enti competenti una riunione di coordinamento per fare il punto della situazione dopo l’obbligata chiusura della strada SS. 36 di oggi - si legge in un comunicato stampa diffuso dal presidente della Provincia Luca Della Bitta -. A seguito dei lavori realizzati sul movimento franoso di oggi che necessitano ulteriori interventi la viabilità rimarrà interrotta. Si è realizzata una passerella pedonale che consente l’attraversamento del fiume Liro all’altezza della località Castagneto che collega direttamente alla Via Spluga con raccordo all’altezza di Lirone. Tempo di percorrenza circa 30 minuti. Il servizio sanitario è regolarmente garantito. Nella giornata di domani sarà attivo un servizio a pagamento di trasporto con elicottero dalla località Vho alla località Castagneto dalle ore 8,00 alle 9,30 e dalle 17,00 alle 18,00 (costo euro 35,00 a persona). Per usufruire del servizio recarsi direttamente in loco. Ulteriori aggiornamenti nella giornata di domani».

Una valle isolata

Proseguono in Valle Spluga i disagi dovuti alla frana di Gallivaggio. Dopo la caduta, avvenuta nella mattinata di venerdì, di alcuni metri cubi di materiale sulla statale, sul santuario e sul ristorante sottostante, la zona è stata evacuata e la 36 è stata immediatamente chiusa al traffico. Ieri mattina è stata riaperta, ma dopo i primi sopralluoghi effettuati dall’Arpa, che da una dozzina d’anni monitora la zona, il sindaco Severino De Stefani ha deciso di mettere al primo posto la sicurezza e la nuova chiusura è stata inevitabile. Da venerdì è stato vietato l’accesso in modo precauzionale alla chiesa, così come al ristorante “Al santuario” e a varie case di villeggiatura. Tre residenti sono stati evacuati oltre al parroco. «Nel punto più alto del versante c’è un movimento franoso frantumato di circa 4000 metri cubi – ha spiegato De Stefani -. Le reti posizionate lo scorso anno sono state in grado di reggere, però alcuni sassi sono andati oltre». Dopo un salto di circa 400 metri, infatti, sono precipitati nel vallo, ma alcune schegge sono finite verso l’abitato e la 36.

«Lunedì (domani, ndr) avremmo dovuto cominciare con i lavori finalizzati a imbragare il movimento franoso in alto. Poi dopo l’evento di venerdì si è passati ai disgaggi, una fase indispensabile prima di procedere con l’esecuzione dell’intervento fissato».

È previsto anche l’ampliamento del vallo. Ieri i tecnici hanno sorvolato la zona con un elicottero e hanno trasportato in quota del materiale necessario per eseguire delle operazioni.

«La giornata di sabato è stata dedicata alla preparazione dell’opera in un contesto reso impegnativo anche dalla presenza di neve e naturalmente dalle notevole accelerazioni dello smottamento», ha rilevato De Stefani.

Statale off limits

Ieri il passaggio sulla strada dello Spluga è stato vietato a tutti i mezzi. A Gallivaggio, nel parcheggio del “Castagneto”, e a Lirone, poco oltre la frana, si sono fermate le auto e le corriere.

Per i soccorsi, anche grazie alla giornata di sole, è stato è allertato il 118 in modo da avere a disposizione, in caso di necessità, l’elicottero in tempi brevi.

«Mentre per i pedoni si punta sul nuovo ponticello che è stato realizzato, per le eventuali emergenze si ricorrerà all’elisoccorso e Areu ha messo a disposizione anche un medico anestesista. Ci hanno assicurato sia la possibilità di effettuare il volo notturno, sia quello di servizio, ad esempio per pazienti del servizio di dialisi».

In caso di cattive notizie dal fronte della strada, sarà indispensabile valutare soluzioni anche per il trasporto degli alimenti e dei farmaci.

Per ora non sono emerse criticità sotto questo punto di vista.

Intanto già da oggi, in collaborazione con Elitellina, sarà disponibile il servizio di trasporto per le persone in elicottero (al costo di 35 euro) dal Castagneto fino alla località Vho e viceversa.

Ieri sul posto, oltre al sindaco del Comune direttamente interessato e a vari collaboratori, sono intervenuti il presidente della Provincia Luca Della Bitta, il sindaco di Campodolcino Enrica Guanella e il vice Stefano Della Morte e il vicesindaco di Chiavenna Davide Trussoni, oltre al capo cantoniere di Anas Antonio Venezia, costantemente in prima linea in caso di emergenze sulla 36.

Da ieri mattina, invece, è stata riaperta la strada cantonale del Maloja. Dopo due giorni da incubo per i frontalieri, costretti a passare dal Bernina oppure a ricorrere all’elicottero da Plaun da Lej a Sils, le autorità grigioni hanno dato il via libera alla riapertura. Anche per oggi il rischio di valanghe è marcato 3.

Quindi gli automobilisti, a cominciare dai turisti, sono chiamati a informarsi prima di mettersi in viaggio, perché non sono esclusi ulteriori cambiamenti dovuti a pericoli.

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