Forum giuridico a Bormio  «Diritto della neve, la Ue è poco attenta»
Il tavolo dei relatori del Forum Giuridico giunto alla sua ottava edizione

Forum giuridico a Bormio

«Diritto della neve, la Ue è poco attenta»

L’ex Procuratore di Sondrio Avella:

«In Europa servono leggi uguali in tutti gli Stati»

Al simposio di Bormio avvocati e molti esperti

Bormio

In montagna servono leggi uguali per tutti: è questo l’appello rinnovato ieri a Bormio da Gianfranco Avella, ex procuratore di Sondrio e ideatore del forum giuridico europeo della neve che ha visto radunati i maggiori esperti mondiali del settore. Un simposio di alta levatura quello organizzato per l’ottava volta iniziativa che, soprattutto per gli avvocati della provincia di Sondrio, ha rappresentato anche una proficua occasione per ottenere crediti formativi.

Una molteplicità legislativa, quella relativa al mondo dello sci, che risulta essere sempre più penalizzante: «La Svizzera ha le sue leggi – ha commentato Avella - la Francia ha le sue e così l’Italia, che peraltro ha leggi regionali che creano ulteriori differenze tra una località e l’altra.

Noi riteniamo che la base alla quale dovrebbero rimandare gli ordinamenti di tutti i paesi dove si praticano gli sport invernali sia il decalogo della FIS (Federazione Internazionale di Sci), in seguito trasformato in dodecalogo. La speranza è che l’Unione Europea recepisca e, se opportuno, sviluppi ulteriormente quelle regole mediante direttive e regolamenti che uniformino la materia».

“Dai diritti della neve al diritto della neve”: questo il motto del forum che, se ha trovato ampio accoglimento tra gli addetti ai lavori ed un rilevante consenso delle riviste specializzate - rappresentando anche un buon veicolo pubblicitario e di immagine per la Valtellina -, dal punto di vista politico deve ancora decollare.

«Confidavamo – ha spiegato Avella - in una maggiore attenzione da parte delle istituzioni dell’Unione Europea. All’inizio sembrava che ci fosse ma poi è caduto tutto nel vuoto. Ed è grave perché a fondamento dei principi dell’Unione Europea c’è la libertà di movimento delle persone, compresi gli sportivi e i turisti, ma questo comporta che si diano regole comuni, altrimenti si creano contraddizioni insanabili. La Ue, tuttavia, non è disattenta soltanto nei nostri confronti, è poco attenta rispetto all’intera questione del diritto della neve. Ed è un errore».

Ben sette i paesi partecipanti al forum di ieri a Bormio: Spagna, Austria, Italia, Belgio, Francia, Svizzera e Slovenia. Ad aprire la giornata, ieri, è stato Carlo Bruccoleri, presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione; di seguito l’intervento dell’avvocato Flick Waldemaro, componente del comitato scientifico della fondazione Courmayeur, Jacopo Tognon, direttore di programma del Football Law programme UEFA, Michel Bailly, docente di diritto internazionale presso l’università della Savoia, Marisella Chevallard, consulente del collegio dei maestri di sci della Val d’Aosta e poi ancora, da Madrid, il professor Federico Fernandez, Tanja Marusic dalla Slovenia, Pieter de Tavernier dall’Olanda ed una nutrita altra serie di stimati professionisti.


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