Foro Boario a Tirano, mezzo milione per l’amianto
Una immagine aerea dell’area del Foro Boario

Foro Boario a Tirano, mezzo milione per l’amianto

La Provincia ha deliberato lo stanziamento per la bonifica dell’area, molto attesa da tutti i cittadini. Il sindaco: «Con la tangenziale quest’area diventerà la porta di ingresso della città. Lavoriamo per questo».

L’amministrazione provinciale di Sondrio ha deliberato lo scorso 28 settembre, lo stanziamento al Comune di Tirano di 500mila euro per lo smaltimento dell’amianto di Foro Boario e la demolizione delle strutture presenti. Ad annunciarlo con grande soddisfazione è il sindaco, Franco Spada, consapevole di quanto l’amianto, che si trova all’ingresso della città provenendo dalla strada della Ganda, pesi come una spada di Damocle sulla cittadinanza.

«È questo un argomento molto sentito dai tiranesi – spiega il sindaco – e da anni si parla della necessità di bonificare l’area, ma finora non è stato fatto nulla. Lo stanziamento della Provincia ci consentirà di intervenire smaltendo migliaia di metri quadri di amianto. Era questo un altro obiettivo del mio mandato che sono contento di poter centrare. Lo spostamento della caserma dei Vigili del fuoco di Tirano (che da via Garibaldi è stata trasferita al Campone) consente di poter dislocare i magazzini comunali nella ex sede dei pompieri e partire con la bonifica dell’amianto. Abbiamo intrapreso un’altra azione coordinata per ottenere un risultato complessivo. La nuova fornitura dell’acqua potabile da Baruffini, da poco attivata, ha permesso, dal canto suo, di non utilizzare i pozzi di acqua potabile a Foro Boario che potrebbero in futuro essere a rischio inquinamento. Inoltre per quanto riguarda l’area rifiuti si sta lavorando con Secam per realizzarla nella zona industriale».

Spada tiene a precisare che la precedente amministrazione, nel Piano del governo del territorio, avesse previsto per l’area «una destinazione commerciale realizzata da privati con volumi consistenti. La scelta attuale è, invece, di recuperare tali spazi ad uso collettivo». Dopo che l’amianto sarà eliminato – secondo le procedure che sono particolarmente delicate -, la seconda fase sarà la demolizione delle vecchie strutture per rinaturalizzare l’area e renderla fruibile al pubblico.

«Questo spazio rappresenterà il biglietto da visita per Tirano quando sarà conclusa la tangenziale, perché si passerà da lì per entrare in città – afferma Spada -. Inoltre faremo una connessione fra la vecchia strada di via Giustiza e via Porta Milanese. Era un collegamento di epoca romana (era chiamato via imperiale), ma è stato interrotto negli anni Settanta quando è stato costruito il Foro Boario. In questo modo si potrà collegare anche la nuova struttura dell’associazione Il Gabbiano, realizzata all’interno dell’ex carcere, con il contesto urbano. In sostanza verrà fatto un riassetto dell’area, resa neutra, senza edifici». Importante sottolineare che l’operazione sarà propedeutica alla realizzazione della nuova palestra delle scuole professionali dell’Istituto Pinchetti, per la quale la Provincia ha già stanziato due milioni di euro e dovrà ora procedere con l’affidamento dell’incarico di progettazione.


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