Formazione, scelto il Vallesana, si punta al “sistema valtellinese”
Il dirigente Fabio Molinari

Formazione, scelto il Vallesana, si punta al “sistema valtellinese”

L’istituto luogo deputato per l’aggiornamento di personale docente,studenti e lavoratori.

Il Vallesana di Sondalo quale luogo deputato alla formazione e all’aggiornamento del personale docente e no, di studenti e di lavoratori in generale.

Ma non solo, anche la creazione di un gruppo di lavoro, con lo scopo di creare un modello di formazione sussidiaria per tutta la regione Lombardia. Il tutto a beneficio dei giovani valtellinesi e valchiavennaschi che studiano per garantirsi un futuro professionale.

In estrema sintesi questo è l’esito di un incontro a tre, che nei giorni scorsi ha visto sedersi attorno ad un tavolo nella sede di via Donegani dell’Ufficio scolastico territoriale il dirigente Fabio Molinari, Evaristo Pini, direttore del Polo di formazione professionale Valtellina (Pfp) e del centro provinciale Vallesana di Sondalo, Giovanni Colombo, che dirigente il centro di formazione Enaip di Morbegno.

A monte del faccia a faccia, come spiegano in una nota diramata ieri dall’Ust, «la necessità di costruire una più articolata collaborazione fra il sistema di istruzione e formazione statale e quello erogato da altri enti - quali Pfp e Enaip -, nel comune interesse di offrire agli studenti del territorio percorsi di qualità, senza creare sovrapposizioni è stata la tematica centrale dell’incontro». Sia Molinari, che Pini che Colombo, hanno altresì condiviso l’idea, che pare essere anche una necessità, di promuovere il Vallesana come luogo privilegiato per attività di formazione residenziale degli studenti, del personale della scuola e di altre categorie professionali, valorizzando al massimo tale struttura posta in una posizione strategica sul territorio. Entusiasta il numero uno del sistema scolastico della nostra provincia: «Sono convinto che il centro Vallesana possa rappresentare un fiore all’occhiello nell’ottica dell’erogazione di una formazione residenziale a 360 gradi nel corso dell’intero anno».

In merito alla condivisione di diversi percorsi formativi ha aggiunto: «Trovo stimolante la sfida di condividere idee e percorsi anche con gli altri soggetti del territorio che lavorano nel mondo dell’educazione degli studenti» ha rimarcato Molinari, nella convinzione che «si debba elaborare un modello reale e concreto di “sistema valtellinese”, in cui gli studenti possano scegliere il percorso più adatto alle loro inclinazioni e, in caso di ripensamenti, poter transitare ad un altro percorso attraverso delle strategie di riorientamento concordate fra gli istituti e con le famiglie, semplici e facilmente attuabili».


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