«Formazione professionale snobbata  Ma le aziende cercano i nostri ragazzi»
La sede del Polo di formazione professionale di Sondrio

«Formazione professionale snobbata

Ma le aziende cercano i nostri ragazzi»

Il direttore del Pfp, Pini in consiglio provinciale: «Calo di iscritti, solo gli stranieri ci credono». «Da noi è considerata istruzione di serie B ma noi creiamo quelle figure che il mercato del lavoro cerca»

Piace ai ragazzi di origine straniera che la affrontano con impegno e costanza, è snobbata invece dalla gran parte degli altri perché spesso considerata di serie B. Eppure è quella che il mercato del lavoro cerca, affannosamente e molto spesso inutilmente.

C’è ancora la formazione professionale al centro del dibattito in Valtellina, una provincia in cui tra la concorrenza della Svizzera in campo edilizio e le crescenti esigenze in campo turistico, tra ristorazione ed alberghi, le imprese faticano a trovare figure specializzate che - numeri di iscrizioni alla mano - non sembrano essere destinate a crescere a causa di una barriera culturale da abbattere, magari attraverso una campagna comunicativa mirata e un orientamento che parta dagli insegnanti delle medie.

È stato il direttore del Polo di formazione professionale di Sondrio Evaristo Pini, presentando al consiglio provinciale il bilancio della scuola, a fare il punto di una situazione meno rosea di quanto sperato.

«Quest’anno nella sede di Sondrio abbiamo avuto un calo di 15 studenti - ha detto -. Devo ammettere che mi aspettavo di più viste le offerte del mercato del lavoro, ma ci sono difficoltà culturali da superare. Le famiglie preferiscono iscrivere i ragazzi nei licei. La nostra utenza locale snobba la formazione professionale considerandola un indirizzo di serie B. Gli stranieri invece, soprattutto di origine marocchina e dei Paesi dell’Est, che hanno voglia di trovare subito un lavoro la prendono più seriamente, ci mettono impegno e interesse».

Sono i settori ristorazione e alberghiero a richiedere figure specializzate, ma anche quello edilizio è in affanno. «Quest’anno abbiamo una prima di 22 studenti - spiega Pini - ma ne servirebbero almeno il doppio». Senza dimenticare i due pullman di ragazzi che da Livigno partono per l’Alto Adige per le scuole di formazione professionale di Bolzano.

«Le associazioni di categoria sono da sempre al nostro fianco nel cercare di sensibilizzare famiglie e ragazzi - ancora Pini -, il nodo fondamentale è l’orientamento in terza media, sono gli insegnanti che devono aiutare le famiglie a scegliere partendo dal presupposto che non si tratta di scuole di serie B».


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