«Finché l’orso “fa l’orso”, mangia e torna nel bosco possiamo star tranquilli»
Il tetto di lamiera divelto dall’orso per poi “prelevare” e trascinare fuori la capra (Foto by foto polizia provinciale)

«Finché l’orso “fa l’orso”, mangia e torna nel bosco possiamo star tranquilli»

Dopo le ultime predazioni il tecnico faunistico della Provincia esclude che la situazione sia di pericolo.

«Al momento non c’è una situazione di allarme. Finché l’orso si comporta da “orso”, cioè mangia di notte e si rifugia di giorno e, soprattutto, ha paura dell’uomo, siamo relativamente tranquilli». Parla Maria Ferloni, tecnico faunistico della Provincia e referente territoriale per i grandi carnivori, che rassicura sul fatto che, dopo le tre predazioni dei giorni scorsi (due a Bianzone ed una a Teglio) non ci sono stati altri casi nelle ultime ore. Sono stati prelevati i campioni del materiale presente che saranno analizzati, dopodiché fra un mese circa si sarà in grado di dire se il plantigrado che sta girando per la Media Valle sia M19, cioè lo stesso che la scorsa estate aveva visitato gli apiari fra Ponte in Valtellina e Brusio.

«Questa mattina (ieri, nda) il collega ha fatto un sopralluogo a Teglio dove l’orso, nella notte fra sabato e domenica, ha predato una capra – afferma Ferloni – L’orso ha tolto una parte del tetto fatto da lamiera e assi di una stalla semi-interrata. Evidentemente ha sentito che dentro c’erano animali e, dopo aver scoperchiato la copertura, ha prelevato una capra che, con la sua forza, ha tirato su e trascinato fuori. La notte successiva (fra domenica e ieri) non è tornato: avevamo lasciato la carcassa dell’animale nelle vicinanze in modo che, se fosse tornato, avrebbe finito di predarla, ma non è successo».

Il fatto, però, che si sia avvicinato molto agli abitati – nel caso di Bianzone ha agito a 300 metri dalla statale – e che abbia iniziato a predare anche animali, non solo apiari, «per noi è motivo per essere doppiamente attenti a quello che fa. La presenza in fondovalle preoccupa nel caso decidesse di attraversare la statale 38 per portarsi nelle Orobie e che ciò possa provocare un incidente con tutte le conseguenze per chi è alla guida e per l’orso – sempre Ferloni -. Chiaro che, come per tutti gli animali selvatici, non si può prevedere il futuro, ma l’orso al momento sta predando arnie, seppure a quote basse, e poi torna nel bosco. In quota non trova di che cibarsi ed, ora, con la neve sul terreno, è ancora più difficile. Il fatto di disporre recinti elettrificati è importante».

Quanto all’avvistamento, avvenuto nei giorni scorsi, a 900 metri di quota, è capitato ad un privato cittadino, esperto di montagna, che si trovava in una zona isolata e su un terreno impervio. Insomma secondo Ferloni, seppure sia comprensibile un po’ di preoccupazione da parte della popolazione, al momento la situazione è sotto controllo. «In caso di emergenza un eventuale intervento di dissuasione ci può essere e abbiamo persone formate, ma in questo momento non ce n’è bisogno. Finché mangia e torna nel bosco vuole dire che ha paura dell’uomo. Nel caso non fosse indifferente alla presenza dell’uomo, si interverrebbe in maniera diversa, ma non precorrerei i tempi».


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