Sci: feste con impianti chiusi  Le Regioni non ci stanno
Impianti di risalita aperti prima del Covid: il governo starebbe valutando l’ipotesi di chiuderli con il nuovo decreto

Sci: feste con impianti chiusi

Le Regioni non ci stanno

Appello degli amministratori, ma il premier ribadisce il suo «no». «Si lavora per sciare in sicurezza, si metterebbe in crisi l’intero sistema»

«Non possiamo concederci vacanze indiscriminate sulla neve. Anche per gli impianti da sci, il problema del protocollo è un conto, ma tutto ciò che ruota attorno alle vacanze sulla neve è incontrollabile. E con Merkel e Macron in Europa stiamo lavorando a un protocollo comune europeo. Non è possibile consentire vacanze sulla neve, non possiamo permettercelo». Le parole. nette, del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sono giunte ieri nel corso della trasmissione “Otto e mezzo”, su La7, di Lilli Gruber.

È si fa sempre più rovente lo scontro tra Governo e Regioni sulla questione: pur non essendo ancora stata presa nessuna decisione (verrà rimandata, probabilmente, al 3 dicembre con l’emissione del nuovo Dpcm), il capo dell’esecutivo non ha nessuna intenzione di aprire gli impianti per le feste, ma le Regioni non ci stanno, sperando ancora di poter far cambiare idea al Governo con protocolli e disposizioni precise all’insegna della sicurezza.

Il passo in avanti

«Pur con la piena consapevolezza delle difficoltà e delle incertezze dettate da questo difficile momento – scrivono gli assessori delle Regioni di montagna in una nota condivisa - tutto il sistema turistico sta lavorando alacremente per un avvio in sicurezza della stagione invernale. Il primo importante passo è stato fatto questa mattina (ieri per chi legge, nda.), in sede di Conferenza delle Regioni e delle Provincie autonome con l’approvazione delle linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici da parte degli sciatori amatoriali. Il documento individua tutte le misure di prevenzione del contagio da Sars-CoV-2 da predisporre per l’utilizzo in sicurezza degli impianti di risalita all’interno di stazioni, aree e comprensori sciistici nella stagione invernale».

Le notizie da Roma

Ma potrebbe non bastare. «Alla luce, tuttavia, delle notizie riguardanti le misure che il Governo intende adottare, gli assessori delle regioni alpine chiedono al Governo di rivedere questa scelta che metterebbe in crisi un intero sistema, che porta un notevole indotto economico, lavorativo e sociale per l’intero Paese. Del resto sono molte le realtà imprenditoriali legate alla stagione bianca che aspettano risposte per programmare la stagione invernale, e tutte che stanno partecipando in maniera corale al grande lavoro di preparazione e messa a punto degli standard di sicurezza per sciatori e addetti. Siamo tutti ben coscienti delle difficoltà del momento - evidenziano gli assessori - ma vogliamo e dobbiamo guardare al futuro con atteggiamento positivo, consapevoli soprattutto dell’importanza che l’industria dello sci ricopre per l’economia italiana. Grazie all’approvazione delle linee guida per gli impianti sciistici potremo garantire un avvio in sicurezza della stagione invernale».

La stagione sciistica «sarà caratterizzata da una massima attenzione alla sicurezza - assicurano dalle regioni montane - . Le società impianti sono fortemente impegnate nel mettere in campo tutte le misure necessarie a evitare il più possibile situazioni di rischio, prediligendo strumenti contactless facilitati dalle nuove tecnologie. Un altro fronte sul quale il sistema si sta impegnando è quello di ampliare le possibilità di acquisto di skipass e stagionali on line accompagnate da modalità di recapito allo sciatore senza passare da casse e uffici skipass grazie anche alle sinergie attivate con le strutture ricettive».

«Scelta scriteriata»

Contro la posizione governativa si scagliano duramente gli assessori di Regione Lombardia Davide Caparini (Bilancio, Finanze e Semplificazione) e Massimo Serori (Montagna, Enti locali e Piccoli Comuni). Tenere chiusi gli impianti sciistici, dicono, vuol dire fare fallire l’economia della montagna. «È una scelta scriteriata, incomprensibile da parte di un Governo disorientato - dicono -. Forse a Roma non hanno ancora capito che gran parte del Paese non vive di stipendio garantito. Mentre a Natale si scierà in Svizzera, in Austria e in Francia secondo il Governo da questa parte delle Alpi dovrà essere tutto chiuso.Le Regioni hanno approvato le linee guida per l’utilizzo degli impianti di risalita per gli sciatori amatoriali in massima sicurezza. Protocolli pensati per i diversi scenari. Dato che gli addetti del turismo della montagna devono programmare la stagione pretendiamo che il Governo riveda questa incomprensibile decisione».


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