Festa per Ersilia, Monica Amanzia  e le due Agnese

Festa per Ersilia, Monica
Amanzia e le due Agnese

Suor Pezzini è al 70°anniversario di professione le altre consorelle a 60 e 50 anni

Cinque bouquet di fiori per altrettante suore che ieri hanno festeggiato importanti anniversari di consacrazione religiosa e hanno ricordato la loro unione sponsale con Cristo nel rinnovare i voti di castità, povertà e obbedienza.

A donarli a suor Ersilia Pezzini, da settant’anni professa tra le Suore della Santa Croce di Menzingen, suor Amanzia Giudice e suor Monica Sancardi, sessant’anni di vita religiosa, oltre che a suor Agnese Ambrosetti e suor Agnese Manfredi, consacrate da cinquant’anni, sono stati i cantori del Coro polifonico Siro Mauro di Ponte in Valtellina, che ha animato la Messa solenne presieduta dall’arciprete, don Christian Bricola.

Numerosi i fedeli presenti nella chiesa del Sacro Cuore, amici e familiari delle religiose e provenienti dalle comunità dove le suore sono state impegnate nel loro servizio. A partire proprio dal quartiere sud - ovest della città, cui suor Ersilia ha dedicato buona parte della sua vita. Diversi anche i concelebranti: monsignor Valerio Modenesi, arciprete emerito, don Umberto Lumina, parroco di Poggiridenti, don Samuele Fogliada, parroco di Sazzo e Arigna, don Giovanni Villa, parroco della Comunità pastorale dei Sei campanili, e il salesiano don Claudio Puratti, originario di Lovero.

«La Chiesa è in festa e siamo grati al Signore per quello che ha fatto nella vostra vita e, attraverso di voi, nella vita di tante persone in tante comunità», ha affermato don Bricola, all’inizio della celebrazione, rivolgendosi alle suore che poi, dopo la professione di fede, ha guidato nella rinnovazione dei voti.

Durante l’omelia, l’arciprete ha fatto riferimento al brano di Vangelo che la liturgia proponeva ieri e che presentava Gesù sottoporsi al giudizio dei suoi discepoli e della gente.

«Anche noi, come cristiani - ha affermato don Bricola -, dovremmo fare un bagno di umiltà e sottoporci al giudizio della gente, senza esaltarci quando parlano bene o deprimerci quando parlano male di noi. Chiediamoci, invece, quale testimonianza diamo del Signore Gesù e preoccupiamoci dei nostri fratelli che sono lontani. Senza demoralizzarci, dovremmo sempre andare loro incontro, ripartendo ogni volta».

Alle cinque suore festeggiate l’arciprete ha sottolineato che Gesù oggi chiede chi sia ancora per loro. «Non quello che ci ha chiamate 50, 60, o 70 anni fa, ma chi è oggi - ha proseguito -. E come consacrati, persone che si sono donate al Signore, dobbiamo aprire il nostro cuore per dargli testimonianza. Perché non sia qualcuno del passato, ma qualcuno con cui condividere la nostra vita. Nella quale non ci domanda cosa abbiamo fatto, ma solo quale sia la relazione che abbiamo con lui».

Don Bricola ha dato voce anche ai pensieri di suor Dorina Zanoni, superiora generale delle Suore della Santa Croce, che da Menzingen ha inviato una lettera indirizzata alle cinque consorelle. «Oggi - ha scritto - contempo con voi ogni seme di bene che avete seminato con la grazia di Dio nella vita di ogni persona che avete incontrato e che state incontrando: quanti germogli, quanti frutti di speranza sono potuti venire nel mondo». Ed ha aggiunto l’invito a non stancarsi mai, per lasciarsi sorprendere e «accettare le soprese di Dio».


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