Festa a Poggi per la chiesa rinnovata   Coletti: «Mi affido alle vostre preghiere»
Poggi, inaugurazione del chiesa del Madonna del Lavoro

Festa a Poggi per la chiesa rinnovata

Coletti: «Mi affido alle vostre preghiere»

Emozionante incontro prima del passaggio di testimone con il nuovo vescovo

«Il sentimento di tutti davanti a Dio deve essere quello del ringraziamento» ha detto nell’omelia.

Una giornata per dire grazie. Un ringraziamento sotto diversi punti di vista: quello per chi ha voluto e lavorato negli anni per costruire il campanile e il colonnato esterno della rinnovata chiesa della Madonna del Lavoro di Poggiridenti; quello per ciò che la vita offre tutti i giorni; quello per quanto ci aspetta davanti. Ed anche – importante – un grazie al vescovo Diego Coletti per lo spirito di accoglienza e l’attenzione alla qualità della relazione che ha insegnato in questi dieci anni alla guida della diocesi di Como.

Un inno al ringraziamento – eucarestia, come ha ricordato il vescovo, significa questo – si è levato, ieri mattina, a Poggiridenti dove si è tenuta la cerimonia di benedizione ed inaugurazione della chiesa della Madonna del Lavoro alla presenza, come promesso, del vescovo in una delle ultime uscite prima di passare definitivamente il testimone sacro al nuovo vescovo, monsignor Oscar Cantoni.

«Il desiderio di un campanile parte da lontano. Sessantuno anni fa si volle questa chiesa - ha detto il parroco, don Livio De Petri -. I parroci, miei predecessori, hanno colto la capacità di cambiamento a fronte dell’insediamento al piano. In questo delicato, significativo e commovente momento, ringraziamo il vescovo che ci aveva promesso, in occasione della posa della prima pietra del campanile, che ci sarebbe stato alla sua inaugurazione. E, infatti, eccoci qui oggi. Monsignor Coletti ci conferma con le sue parole affabili, come abbiamo gustato in questi anni, la sua presenza, ultima occasione come vescovo, anche se l’amicizia e la comunione non hanno confini nel tempo».

«Sono ancora capace di commuovermi, non sono del tutto rinsecchito», ha detto scherzosamente Coletti proseguendo con un cliché cui tutti i fedeli si sono abituati e che li rinfranca tutte le volte nell’ascolto: «Guardatevi, siete splendidi». Quindi ha aggiunto: «Sono contento di essere con voi e mi affido alle vostre preghiere perché il termine di un servizio pastorale deve essere vissuto bene, con grande libertà nel cuore».

Nell’omelia il vescovo Coletti si è soffermato sulla necessità di dire grazie. «Spesso parliamo a Dio per lamentarci oppure andiamo a Messa sperando che la predica duri poco, perché dobbiamo andare a preparare il risotto - ha affermato -. capita che preghiamo per dovere o ubbidiamo per rassegnazione. Domandiamoci, invece, quanta intensità dobbiamo riservare per dire grazie a Dio. Siamo qui gratis e per gratitudine. Anche in me “vecchietto”, oggi il sentimento permanente non è quello di un pensionamento confortevole, ma quello del ringraziamento».

Con questo messaggio monsignor Coletti e don De Petri hanno accolto il suono delle campane che sono un invito a «venire in chiesa, perché qui c’è qualcuno che ci accoglie».


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