«Fermi per l’alluvione  speriamo di ripartire»
L’azienda si trova a poche decine di metri dal tombotto che si è intasato facendo deviare l’acqua


«Fermi per l’alluvione

speriamo di ripartire»

La Succetti di Chiavenna è stata pesantemente colpita dal maltempo di domenica

«I danni sono ingentissimi. La produzione è attualmente ancora bloccata».

Non è stata solo la viabilità a fare le spese della colata di detriti uscita dall’alveo della valle del Perandone domenica mattina. Se la situazione è tornata a una relativa normalità per quanto riguarda la statale 37, altrettanto non si può dire per la storica azienda chiavennasca “Succetti-Stones for your life” situata sul versante sinistro della strada, nel tratto in cui è ancora denominata via Rezia, a pochi passi dal “tombotto” che non ha retto l’urto del materiale proveniente dal Perandone e che, anzi, facendo da tappo ha consentito allo stesso di invadere la viabilità e finire nelle zone sottostanti.

Tra queste anche quella dell’azienda di lavorazione di graniti. «La situazione è in divenire – spiega dallo stabilimento Giovanni Alberto Tadini –, ma i danni subiti sono molto gravi. Soprattutto è compromesso il sistema di depurazione delle acque dello stabilimento».

Il piazzale esterno che separa la statale dal greto del fiume Mera è completamente invaso dal fango e dai sassi arrivati dalla valle. Acqua e fango, però, sono entrati anche nelle aree coperte danneggiando alcuni macchinari. Il piazzale esterno è stato concesso subito dall’azienda per l’entrata dei mezzi necessari all’Utr di Regione Lombardia per il pronto intervento volto a creare la savanella di scorrimento delle acque del Mera ed evitare la formazione di un bacino potenzialmente pericoloso per le località a valle.

Un intervento che sta continuando per ricreare le condizioni di normale deflusso del corso d’acqua. «Nei prossimi giorni – continua Tadini – avremo un incontro con gli enti per fare il punto della situazione e allora saremo in grado di avere anche un quadro più chiaro di quello che ci aspetta».


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