Ferito in pista, il risveglio e la gioia, apre gli occhi e dice: «Viva la vita»
1La pista Deborah Compagnoni a Santa Caterina Valfurva, dove settimana scorsa si è verificato il grave incidente2 Il sedicenne protagonista suo malgrado dello scontro

Ferito in pista, il risveglio e la gioia, apre gli occhi e dice: «Viva la vita»

Il giovane sciatore travolto da una motoslitta a Valfurva ora è ricoverato a Bergamo. Ha riconosciuto i suoi genitori, resta però la prognosi - L’allenatore: «Sei fantastico».

«Viva la vita». Sono state queste le prime parole di M. C., il ragazzo di 16 anni di Bergamo che, mercoledì scorso, era rimasto gravemente ferito finendo contro una motoslitta della Forestale mentre si allenava, sulle piste di Santa Caterina Valfurva, per partecipare a una gara di Super G per il suo team, lo Sci club Ubi Banca Goggi di Bergamo. Ieri il sedicenne, ricoverato in Terapia intensiva all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo (dov’era stato trasferito domenica dal nosocomio di Sondalo) si è svegliato e ha riconosciuto i suoi genitori. È anche riuscito a dire qualche parola. Ma soprattutto ha detto una frase che ha colpito i presenti: «Viva la vita».

Un desiderio di tornare a vivere e possibilmente anche a sciare, come un neurochirurgo che l’aveva visitato venerdì scorso aveva lasciato intendere ai familiari. «Grazie, sei fantastico», il commento del suo allenatore, Battista Tomasoni. Il ragazzo è stato operato al braccio sinistro e dovrà ancora seguire un lungo iter di riabilitazione. Ma i segnali lasciano, secondo i medici, ben sperare. La prognosi resta riservata. Del resto l’impatto con la motoslitta della Forestale, che il sedicenne si è trovato davanti mentre superava un dosso, non potendo fare nulla per evitarla, è stato violentissimo. Il personale della Forestale aveva riferito di aver appena portato a valle una ragazzina ferita e che la motoslitta stava tornando sulla pista per recuperare un altro infortunato.

In realtà la dinamica dei fatti è ancora tutta da chiarire. La Procura di Sondrio non ha tuttavia aperto, per il momento, alcuna inchiesta, rilevando che, in casi del genere, serve una denuncia-querela di parte, motivo per cui la motoslitta non è stata sequestrata.Tuttavia anche secondo l’ex deputato bergamasco di Forza Italia, Gianantonio Arnoldi, estensore e relatore della legge 363 del 2003 sulla «sicurezza nella pratica degli sport invernali», la motoslitta non poteva trovarsi in mezzo alla pista. «A piste aperte – spiega – le motoslitte di soccorso possono accedere soltanto in casi rari ed eccezionali, utilizzando segnali luminosi e acustici». Nel caso specifico anche un altro sciatore, un ragazzino pure lui in allenamento prima della gara di Super G, ha schivato la motoslitta, pochi attimi prima che giovane ci finisse contro. Al di là della ricostruzione dei fatti, ora l’importante è che il sedicenne stia meglio.n


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