Martedì 22 Ottobre 2013

Fare l’unione dei Comuni?

«Mani legate per il sindaco»

I due sindaci durante la cerimonia di domenica: Giuseppe Saligari e Giambattista Pruneri

Il sindaco di Vervio, Giuseppe Saligari, e quello di Tovo, Giambattista Pruneri, uno al fianco dell’altro domenica mattina nella chiesa parrocchiale di Vervio per la cerimonia dei 50 anni della scomparsa del venerabile Giuseppe Quadrio - Saligari, essendo sul suo comune, aveva la fascia tricolore- , perfettamente allineati nel volere la fusione fra i comuni che rappresentano e quelli di Grosotto, Lovero e Mazzo (sono fra i cinque sindaci firmatari del Patto del Mortirolo) scelgono una linea diversa nel commentare la costituzione ufficiale del “comitato del no”. Saligari preferisce non parlare, invece Pruneri replica: « La linea del “comitato del no”, che preferisce l’unione rispetto alla fusione, è il modo di ragionare e di pensare di chi non hai mai amministrato un Comune e quindi non sa quali siano i problemi di una macchina complessa, ma di chi si è limitato a fare minoranza (come il coordinatore del “Comitato del no”, Patrizio Patelli, consigliere di minoranza a Grosotto, Nda)».

«Se facciamo l’unione fra i comuni, il sindaco di un paese come i nostri, che hanno chiesto la fusione, dovrà limitarsi a firmare carte di identità visto che non riuscirà più far nulla altro. Io rifiuto questa figura di sindaco con le mani legate; se invece si vuole il bene dei nostri comuni, è il momento di unirli in maniera tale che la vita amministrativa possa continuare soddisfacendo le esigenze delle popolazione».

Visto che la composizione del “comitato del no” non è pubblica resta da stabilire se effettivamente sia composto esclusivamente da amministratori che nella loro esperienza abbiano avuto solo un ruolo in minoranza, oppure ci sia anche chi ha governato. Lo sapremo solamente quando Patrizio Patelli svelerà chi lo affianca.

Ad esempio Adriana Senini, ex sindaco di Mazzo, e il medico Giuseppe Saligari, ex sindaco di Grosotto, che pubblicamente hanno già espresso la propria contrarierà alla fusione, auspicando l’unione, hanno condiviso l’idea di Patelli, ma resta da verificarne la presenza nel comitato. Ci fossero loro due, la teoria di Pruneri - secondo il quale il modo di ragionare del comitato è quello di una minoranza in un consiglio comunale - sarebbe smentita dai fatti. Ad oggi però presenza nel comitato dei due ex sindaci appare solo probabile -, hanno partecipato alle riunioni di costruzione- ma non ufficiale.Pruneri difende l’identità territoriale che andrebbe persa secondo il “comitato del no” e pure contesta il significato del logo, nel quale il pesce grande (Grosotto), mangerebbe quelli piccoli, (gli altri quattro comuni): « Anche dopo la fusione un grosottino sarà sempre un grosottino ed un tovasco un tovasco: i cittadini dei cinque comuni non perderanno l’identità - assicura Pruneri -. Riguardo al pesce grande che mangia i pesci piccoli, dico che in natura succede pure che i pesci piccoli, unendosi, mangino i pesci più grandi. Non nascondo che fra noi attuali sindaci firmatari del “Patto del Mortirolo” ed i nostri predecessori, pur essendo tutti favorevoli alla fusione, esistano due schieramenti diversi».

La situazione sotto il Mortirolo è questa: c’è il “comitato del no” contro i fautori della fusione. A sua volta questo gruppo, che sogna la fusione, si divide tra gli attuali (Guido Patelli, Clotildo Parigi, Giuseppe Saligari, Anna Saligari Giambattista Pruneri) ed ex amministratori (Tiziano Trinca Colonel, Oscar Giudice, Corrado Canali, Dino Parravicini. Matteo Pini).

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