Fare il pieno in Svizzera non conviene più
Il prezzo di diesel e super al 1° gennaio al distributore Enel di Chiavenna (Foto by lisignoli)

Fare il pieno in Svizzera non conviene più

L’andamento del franco svizzero e il calo del prezzo del petrolio hanno determinato questa situazione . Da non sottovalutare, poi, la differenza fra i prezzi in Valchiavenna e Valtellina arrivata fino a 14 centesimi al litro.

Il pieno in Valchiavenna è di nuovo conveniente rispetto al rifornimento in Svizzera. Sia per gli automobilisti che hanno la carta sconto benzina, sia – a conti fatti – per coloro che vivono nei paesi più lontani dalla frontiera e non possiedono questa tessera.

I prezzi parlano chiaro. Un litro di benzina al self costa 1,50.4 nell’unico distributore rimasto aperto a Chiavenna. Attualmente lo sconto previsto per i residenti dei Comuni in fascia A è di 23 centesimi al litro per la benzina e di 8 centesimi al litro per il gasolio, mentre i cittadini dei Comuni compresi nella fascia B hanno soltanto quello di 15 centesimi per la benzina.

Nella Bregaglia elvetica il prezzo è inferiore, ma di pochissimo. Si aggira su 1,48 euro al litro. Ecco perché, rispetto al 2017 e alla prima parte di quest’anno, quando nei Grigioni era ben più economico, non conviene più fare il pieno oltre il confine. Né a coloro che hanno lo sconto, né quanti potrebbero contare su un risparmio di pochi centesimi al litro, decisamente inferiore al costo della trasferta in Svizzera per il rifornimento. sostanzialmente favorevole agli italiani.

L’altra variabile significativa, che ha dato origine a proteste e iniziative di politici e amministratori, è la differenza fra i prezzi in Valchiavenna e Valtellina. Le rilevazioni del ministero dello Sviluppo economico (carburanti.mise.gov.it) registrano un costo maggiore in riva alla Mera, visto che a Morbegno il prezzo di un litro di benzina è di 1.43.9 euro. Circa 6,5 centesimi di euro che secondo le istituzioni non sono giustificati, mentre per le compagnie sono dovute a ragioni commerciali ben precise.

Se n’è parlato in Regione grazie all’iniziativa promossa dal consigliere lecchese del Pd Raffaele Straniero, che alla fine del 2017 aveva evidenziato una differenza di ben 14 centesimi fra il prezzo medio di Chiavenna e quello della città del Bitto. «La riduzione di questo divario è un primo passaggio positivo e se è frutto dell’impegno di coloro che hanno sollevato questa questione, ne siamo soddisfatti – commenta -. Le indagini svolte osservando i prezzi alla pompa avevano dimostrato che il beneficio derivante dalla carta sconto benzina era praticamente vanificato a causa di quest’anomalia evidente. Ora la situazione è cambiata e noi auspichiamo un’ulteriore diminuzione della differenza fra la Valchiavenna e le altre zone della provincia».

Nel 2018 è stato impegnato su questo fronte anche il sindaco di Chiavenna, che ai tempi era anche presidente della Provincia, Luca Della Bitta. «La differenza fra i prezzi in Valchiavenna e gli altri punti vendita della rete della provincia si è ridotta – rileva con soddisfazione il primo cittadino, che nei mesi scorsi ha promosso anche un confronto con le compagnie -. Non si è ancora annullata. Vogliamo continuare a lavorare su questo fronte per fare sì che lo svantaggio per gli automobilisti a Chiavenna e dintorni sia in futuro ancora più ridotto».


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