Famiglie sfollate dopo il rogo a Sondrio  Lanciano appello al prefetto
L’incendio si è verificato un mese fa, da allora tutte le famiglie sono state sfollate

Famiglie sfollate dopo il rogo a Sondrio

Lanciano appello al prefetto

Sono disperati i residenti del condominio di via Brigata Orobica. «Chiediamo ai vigili del fuoco di coprire ciò che resta del nostro tetto».

Si sono rivolti al prefetto con un accorato appello nella speranza di ottenere nel minor tempo possibile quello che chiedono da diversi giorni: una copertura provvisoria che consenta di mettere al riparo il condominio “Ai portici”, il cui tetto è andato praticamente distrutto durante il terribile incendio che si è scatenato il 4 gennaio scorso. Da oggi il meteo dà un netto peggioramento e i condomini sfollati dal civico 47 in via Brigata Orobica Alpina, 11 famiglie in tutto, chiedono «un intervento tempestivo e straordinario» da parte dei vigili del fuoco «che metta in sicurezza lo stabile prima dell’intervento definitivo», «a tutela dei nostri interessi» .

Il tetto non c’è più, e passeranno mesi prima di poterlo ricostruire, ma nel frattempo se non si interverrà, oltre agli appartamenti già distrutti all’ultimo piano, anche quelli sottostanti si ritroveranno con ingenti danni.

Facile infatti immaginare cosa potrebbe capitare se la pioggia o la neve dovessero imperversare per giorni. L’amministratore del condominio, Roberto Bertolatti, una decina di giorni fa ha inviato una mail per chiedere l’autorizzazione all’intervento che - a spese dei condomini - sarebbe stato realizzato per dotare lo stabile di un ponteggio al quale ancorare una copertura provvisoria (35mila euro il preventivo), con la garanzia «che in nessun modo avrebbe modificato lo stato dei luoghi e quindi non avrebbe interferito con le indagini e le perizie in corso. Bertolatti (in veste di amministratore del condominio) risulta tra i destinatari degli avvisi di garanzia recapitati nei giorni scorsi (sono stati raggiunti anche molti condomini, oltre a costruttori e tecnici) e questo forse non lo rende un interlocutore “attendibile” per chi opera in nome e per conto della Procura, ma sta di fatto che l’amministratore si è attivato facendo fare preventivi a destra e a manca proprio per non arrivare all’ultimo minuto.

Ora, però, siamo fuori tempo massimo: il peggioramento del meteo è annunciato da giorni e se è vero che di mezzo ci sono responsabilità penali da appurare, ci sono pure da tutelare i sacrifici di intere famiglie che lì hanno acquistato casa.

Ed è per questo che i residenti si sono rivolti al prefetto Giuseppe Mario Scalia, che di certo - conoscendo ormai la sua proverbiale puntualità quando si tratta di difendere diritti - non sarà rimasto con le mani in mano, ma avrà fatto già mosso i primi passi istituzionali.


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