Faedo si riappropria del suo centro vitale  Ecco la nuova piazza
Il taglio del nastro affidato ai figli del sindaco Franco Angelini (Foto by foto servizio gianatti)

Faedo si riappropria del suo centro vitale

Ecco la nuova piazza

Inaugurazione ufficiale venerdì sera per lo spazio rimesso a nuovo e intitolato a San Carlo. Il sindaco Angelini: «Questo è per me un grande onore».

Musica, specialità tipiche, ma soprattutto tanta cultura, religione e storia: la nuova piazza San Carlo venerdì sera a Faedo ha mostrato tutte le sue “potenzialità” in occasione del taglio del nastro. È in assoluto la prima opera finita - 145mila euro circa di lavori -, tra quelle comprese nel progetto, finanziato da Fondazione Cariplo sul bando dei Beni emblematici maggiori e da Regione Lombardia, “Le radici di una identità – Dalla Preistoria al Medioevo”, proposto dai Comuni del mandamento, con ente capofila la Comunità montana di Sondrio. Un intervento, che ha riportato in vita quella che era la “Plaza Majori”, cambiando letteralmente volto alla contrada, davanti alla parrocchia e ai piedi del municipio.

Alla cerimonia, assieme ad oltre un centinaio di residenti, tra cui tanti bambini, che si sono subito impossessati del nuovo spazio tra corse e giochi, erano presenti insieme al sindaco Franco Angelini e altri esponenti del consiglio comunale, il presidente della Cm Tiziano Maffezzini e il consigliere regionale Simona Pedrazzi, ma anche alcuni altri sindaci del comprensorio.

Dopo la benedizione, che è stata impartita dal parroco don Angelo Mazzucchi, ha preso la parola il primo cittadino: «Un onore per me oggi inaugurare la nuova piazza San Carlo, realizzata insieme alla parrocchia - ha detto Angelini -, grazie a Fondazione Cariplo e Regione Lombardia. Nel Medioevo era qui, nella “Plaza Majori”, che si prendevano le grandi decisioni. E ora la restituiamo al paese in tutta la sua bellezza».

«Inaugurare una piazza significa onorare la memoria - la sottolineatura di Pedrazzi - e la nostra cultura. La politica deve fare la sua parte: dare gli strumenti per quella microeconomia, che muove tutto il comparto». «È più di un anno che è partito “Le radici di una identità” - ha proseguito Maffezzini -, progetto che mira alla riscoperta delle nostre radici, della storia attraverso lo studio e la conoscenza da tramandare alle future generazioni». Il presidente dell’ente comprensoriale ha voluto ricordare come «una piazza sia il centro di una comunità, a maggior ragione qui che si trova ai piedi della parrocchia e del municipio che sono simboli identitari».

Sulle note dell’Inno di Mameli il taglio del nastro per mano dei figli di Angelini, Celeste e Primo, tra gli applausi dei presenti, che hanno gustato il rinfresco offerto dall’amministrazione, oltre che concedersi un piatto di pizzoccheri o un cartoccio di sciatt preparati da Mastersciatt.

Dopodiché l’attenzione si è spostata sull’esibizione a più riprese applaudita dei Colours, formazione particolarmente conosciuta composta da giovani artisti della Civica scuola di musica di Sondrio, diretta dal maestro Giovanni Campia, che hanno proposto un repertorio vario: da brani storici della musica italiana come “Spunta la luna dal monte” di Pierangelo Bertoli ai “Giudizi universali” di Samuele Bersani, passando dalla musica internazionale dei Cold Play con “Paradise” e “Viva la vida”, concerto che si è aperto però con un loro brano dal titolo “Voglia di libertà”.


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