Martedì 01 Luglio 2014

Tra facce stravolte

e qualche sospiro

ora la grande attesa

1Alcuni maturandi nel giorno della prova orale a Morbegno2 Romeo Pantiro3 Luca Ronconi4 Giovanni Gosparini5 Lorenzo Martinalli6 Raimonda Rocca
(Foto by fotoservizio Sandonini)

Escono con le facce stravolte, decisamente provati dalla prova finale, quella orale, quella da molti più temuta perché non sai bene cosa aspettarti, perché i prof possono chiederti di tutto e l’emozione, davanti alla commissione esaminatrice, a volte può giocare brutti scherzi.

Stravolti per la notte insonne, per le tante ore passate davanti ai libri, ma anche sollevati di poter dire finalmente: «E’ finita».

Al Saraceno i geometri sono già in vacanza, gli aspiranti ragionieri completeranno il giro venerdì. Nei corridoi vige un religioso silenzio. Verso le dieci i docenti si concedono una veloce pausa caffè, ma sui pronostici vige il più stretto riserbo: «Non possiamo dire nulla - così il presidente Gianmaria Toffi - non abbiamo ancora concluso, per il momento no comment».

Primi bilanci

Romeo Pantiro, di origini rumene, da otto anni vive in Italia, tira un sospiro di sollievo dopo tanta tensione: «Sono abbastanza soddisfatto - afferma - ho illustrato la mia tesina sul ruolo delle imprese, poi di italiano mi hanno chiesto il Verga, di francese spedizioni e trasporto, ho parlato di bilancio, di finanza, per diritto ho avuto qualche incertezza sulla corte costituzionale che non ricordavo benissimo, però va bene così».

Romeo cercherà un lavoro in Italia e se non lo troverà è pronto a raggiungere l’Inghilterra dove vivono alcuni parenti. Ha scelto l’universo virtuale di Facebook, Lorenzo Martinalli, come argomento del suo lavoro di approfondimento: «Mi hanno chiesto Pirandello e le sue maschere, la globalizzazione, il collegamento con diritto è stato trovato nella legge sulla privacy, direi che me la sono cavata, adesso andrò a lavorare nello studio di commercialista di mio padre, sperando che mi piaccia».

Non molto lontano, al liceo Nervi altre facce tirate, quelle degli studenti che si apprestano ad entrare e più rilassate per chi esce, come nel caso di Giovanni Gosparini di Traona. «Per la tesina ho scelto D’Annunzio, mi piace molto, sono stato tante volte al Vittoriale di Gardone, per le materie letterarie mi hanno interrogato su argomenti attinenti, per le discipline scientifiche sono stati toccati altri ambiti, ma i miei prof mi hanno aiutato scegliendo temi su cui mi sentivo più sicuro».

Da grande Giovanni vorrebbe fare il medico, ma non ha superato il test di ammissione. Ci riproverà l’anno prossimo e nel frattempo si iscriverà a biologia o biotecnologia.

Sospiro di sollievo

Ha le idee più chiare Raimonda Rocca, la compagna che è tornata a scuola per sostenerlo moralmente: «E’ stato faticoso, ma ne siamo usciti - racconta, svelando che per prepararsi al meglio negli ultimi tempi si è barricata in casa a studiare fino a 12 ore al giorno - ho parlato della crisi del ’29, il tema della mia tesina, quindi sono passati alla rivoluzione russa e ho spiegato il perché quel Paese era stato risparmiato dalla depressione, per latino mi hanno chiesto Seneca, in storia la critica allo storicismo di Popper, poi la Provvidenza di Manzoni, le stelle in scienze, credo di aver risposto abbastanza bene, ma non ambisco al massimo dei voti».

Anche lei proseguirà gli studi al Politecnico dove frequenterà i corsi di ingegneria gestionale. La stessa facoltà scelta dal collega Luca Ronconi, che ha approfondito il grande crollo del 1929, paragonandolo alla crisi attuale: «Quella tra le due guerre è stata la peggiore, però ci sono delle analogie». n 

maria cristina Pesce

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