Ex polo psichiatrico  Niente ambulatori  ma un ospedale
Un ospedale di comunità nell’ex ospedale psichiatrico

Ex polo psichiatrico

Niente ambulatori

ma un ospedale

Progetto La struttura con i fondi del Monte Salute

Una partnership istituzionale allargata, il coinvolgimento delle associazioni del Terzo settore e soprattutto la decisione di insediarvi, anziché i poliambulatori integrati come ipotizzato in prima istanza, l’ospedale di comunità.

Sarà ospitato all’interno dell’area dell’ex ospedale psichiatrico di Sondrio, parte integrante del cosiddetto progetto del Monte Salute, finanziato con 15 milioni di euro da un bando regionale su fondi europei, la struttura di ricovero ad alta integrazione socio sanitaria e socio assistenziale che prevede un livello di cure brevi ed “intermedie”, che si collocano tra il ricovero ospedaliero (tipicamente destinato al paziente acuto), e le cure territoriali/domiciliari.

È questa una delle novità più importanti dell’aggiornamento del piano di rigenerazione urbana presentato in settimana dagli assessori Lorenzo Grillo Della Berta (Politiche sociali) e Carlo Mazza (Urbanistica), insieme al dirigente dei Servizi Luca Verri ai componenti della commissione consiliare seconda in una convocazione «urgente» che ha destato più di qualche perplessità tra gli esponenti della minoranza, che hanno assistito alla presentazione senza avere alcuna documentazione a disposizione, non dovendo il progetto sottostare ad alcuna autorizzazione. Anzi, il termine per la sottoscrizione della convenzione per la realizzazione del progetto, dopo la firma del protocollo d’intesa, è stata prorogata all’anno prossimo.

Polemiche a parte è stato lo stesso Verri ad illustrare gli aggiornamenti del progetto Monte Salute che prevede la ristrutturazione di tre fabbricati, la previsione di una progettazione partecipata pubblico-privata dei restanti fabbricati, il recupero integrale e gli interventi di rifunzionalizzazione e miglioramento dell’area verde con i suoi 35mila metri quadrati e dei parcheggi (100 posti interrati) e il rilancio del Centro di formazione professionale in predicato di trasferirsi al campus. Un polo socio sanitario, scolastico e di cohousing.

«Le iniziative contenute nel piano - ha detto Verri - sono state tutte approvate dalla Regione. Si tratta di azioni che hanno ricadute su tutto l’ambito territoriale e anche oltre».

Rispetto alla primissima presentazione, è stata allargata la partnership istituzionale. «Il Comune di Sondrio - ancora Verri - sarà ente capofila della cabina regia locale che vede il coinvolgimento dei Comuni dell’ambito, dell’Ats, dell’Asst, della Provincia, in particolare per l’azione formativa, e la Camera di commercio. Oltre a questi ci sarà un lavoro di coinvolgimento dei soggetti del terzo settore che giocano un ruolo importante in questa progettazione che vede un collegamento molto forte tra le politiche abitative e le politiche sociali». Non a caso il finanziamento arriva dai fondi europei per l’inclusione.

Idea superata

«Inizialmente nell’ambito dell’integrazione dei servizi sociali e socio sanitari - ha spiegato Verri - era ipotizzata la realizzazione di poliambulatori integrati, ma poi l’idea è stata superata dal modello delle case di comunità, che però non saranno realizzate in quell’area. Lì ci sarà l’ospedale di comunità, per la cui realizzazione sono anche state aumentate da parte della Regione le risorse a disposizione». Nel padiglione che ospiterà l’ospedale di comunità sarà anche realizzato un modulo di residenzialità per le persone con disabilità gravi, «un centro - ha ricordato Verri – di cui parliamo da tempo e che manca nel Sondriese».


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