Ex filatura, passa la prima adozione  Da Chiavenna un secco “no” politico
L’area interessata alla riconversione è di circa 5mila metri quadrati

Ex filatura, passa la prima adozione

Da Chiavenna un secco “no” politico

Prata Camportaccio: il consiglio comunale ha discusso della proposta di alcuni privati. La creazione di un centro direzionale e commerciale non piace però ai vicini di casa.

Un via libera dal punto di vista tecnico per la parte di territorio che gli compete, perché da quello politico il no di Chiavenna al progetto varato dal Comune di Prata Camportaccio per la riqualificazione dell’area dell’ex filatura è secco. Venerdì sera il consiglio comunale di Prata ha approvato la proposta avanzata dai privati per l’ambito di trasformazione che riguarda l’ex maglificio, quasi 5000 metri di area, posto in fregio alla statale 36 e chiuso ormai da oltre un ventennio. L’obiettivo è trasformarlo in un centro per uffici e strutture commerciali di medie dimensioni.

A Chiavenna spettava il compito di esprimere un parere sulla realizzazione del sottopasso pedonale che attraverserà la statale e finirà sul territorio della città del Mera: «Esprimiamo un generale parere favorevole – scrive il vicesindaco Davide Trussoni – fatte salve le valutazioni o prescrizioni che emergeranno nelle varie sedi per le verifiche ambientali, di autorizzazione paesaggistica e di verifica idraulica, trattandosi di zone comprese in fascia A del Piano di assetto idrogeologico Pai. Come amministrazione condividiamo le finalità dell’opera, pur non ritenendola prioritaria, auspicando comunque che si preveda un collegamento diretto con l’esistente parcheggio limitrofo alla rotonda Anas al fine di rendere agevole l’accesso alla passeggiata lungo il Mera».

Fin qui il parere per il sottopasso. Sull’operazione in generale Chiavenna è molto meno tenera: «Le aree di progetto insistenti sul comune di Chiavenna, di proprietà privata, sono inserite nel Piano dei servizi in zona “Verde con funzionale ambientale”, dove non è consentita edificazione». Quindi va chiesta una variante. Non è tutto. Il carico arriva alla fine: «Esprimiamo totale e fermo dissenso e contrarietà – scrive Trussoni – all’insediamento di nuove medie strutture di vendita, che potrebbero produrre effetti negativi per il sistema economico e commerciale, con particolare riguardo al centro storico di Chiavenna».

La prima adozione della proposta, comunque, è andata. Con il voto di astensione della minoranza: «Non possiamo esprimere un parere – ha commentato in consiglio Eugenio Bernasconi – perché non abbiamo avuto il tempo materiale di valutare una proposta che sicuramente meriterebbe maggiore approfondimento. La giunta avrebbe potuto coinvolgerci prima». C’è ancora tempo, per il sindaco Davide Tarabini: «Siamo solo alla prima adozione. Adesso si apre un lungo iter con la presentazione delle osservazioni da parte di chi ha interesse. Ci sarà ancora tempo per discutere questa prima proposta».


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