Ex Falck, nuovo ricorso: «Vicino al lago vietata la lavorazione di inerti»
Il pubblico presente all’incontro (Foto by Domiziano Lisignoli)

Ex Falck, nuovo ricorso: «Vicino al lago vietata la lavorazione di inerti»

Novate Mezzola: il Comitato popolare prosegue nella battaglia «A Mattarella chiediamo di bloccare quel progetto in base all’articolo 19 del piano territoriale regionale».

Un nuovo ricorso al presidente della Repubblica, oltre a quello dello scorso anno sull’area ex Falck. Il comitato Salute Ambiente Valli e Lago continua anche la battaglia legale contro il progetto di Parco Minerario del San Fedelino oggetto di un accordo di programma tra enti locali e società Novate Mineraria.

Durante un’assemblea pubblica, venerdì sera, il legale del comitato Gianmaria Moiola ha presentato i contenuti del ricorso. In gran parte basato su quella che per il comitato è una violazione sia dell’accordo sia della modifica del Piano di Governo del Territorio di Novate Mezzola rispetto al Piano Territoriale Regionale: «L’articolo 19 di questo Piano – ha spiegato Moiola – dice che fino a 600 metri dalle superfici dei laghi è esclusa la realizzazione di nuovi impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti, nuove cave e attività estrattive o di lavorazione inerti, nuovi centri commerciali e grandi strutture di vendita. La norma ci sembra chiara, anche se nell’accordo di programma si parla di “vagliatura” degli inerti e nella modifica del Pgt di “frantumazione” degli stessi».

«Artifici retorici», secondo Moiola, che presuppongono una chiara volontà politica di sostenere il progetto per la produzione di conci per gallerie e ballast per massicciate ferroviarie, nell’area dell’ex stabilimento siderurgico.

Valeria Mezzera, ingegnere membro del comitato, ha ricostruito la cronistoria della vicenda Falck dal momento della chiusura dell’impianto di produzione nel ’90, concludendo il racconto con il consiglio comunale di Novate Mezzola che, solo pochi giorni fa, ha dato il via libera definito all’accordo di programma.

Consiglio comunale tesissimo che ha visto la partecipazione di un grosso dispiegamento di appartenenti alle forze dell’ordine: «Incomprensibile – ha commentato Mezzera – perché il presidio autorizzato in piazza non è andato oltre qualche slogan e qualche parola di troppo, determinata dal nervosismo del momento».

Intervenuto alla serata anche Enzo Venini, consigliere comunale di minoranza a Colico e referente per il lecchese di Medici per l’Ambiente: «Il parco minerario – ha commentato – è una scelta avvenuta contro il volere della popolazione». A Edoardo Bai di Legambiente, infine, il compito di entrare nel dettaglio dell’indagine epidemiologica riguardante il fondovalle resa pubblica alla fine dello scorso anno.


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