Ex area Spalding e il caso discarica, la falda acquifera non è contaminata
L’ex area Spalding in una foto di qualche anno fa

Ex area Spalding e il caso discarica, la falda acquifera non è contaminata

Ma nella parte posta a monte è stato trovato il superamento di alcuni valori, ora si valuta la realizzazione di un manto d’asfalto che copra i rifiuti e gli inerti rimasti

Tutto rinviato a marzo, ma la situazione non è tutta rose e fiori come si pensava. L’area della discarica dell’ex Spalding , non ha contaminato la falda acquifera ma i dati della zona a monte non sono così rassicuranti. Lo ha spiegato durante l’ultima conferenza dei servizi l’Arpa di Sondrio: «i piezometri a valle dell’area non evidenziano alcuna contaminazione. Solo il piezometro a monte rileva superamenti dei valori per i parametri tricloroetilene e tetracloroetene». La stessa Arpa ha sottolineato come l’area della discarica non sia da considerarsi un sito contaminato, mentre dovrà essere considerata a parte l’area a monte.

L’area della discarica, dove sono confinati gli scarti di lavorazione dell’ex fabbrica di sci, dovrà essere oggetto di un intervento di rimozione degli stessi materiali. Qui le proposte sono due. La prima avanzata da Provincia e Arpa è quella di vagliare il materiale, asportare i rifiuti e farli smaltire da ditte utilizzate e riutilizzare in loco la parte di inerti che risultino “puliti”. Una proposta che è stata giudicata forse troppo costosa dalla proprietà, che ha avanzato la proposta di spostare la capacità edificatoria della zona in un’altra area. Una proposta sulla quale dovrà ora pronunciarsi l’amministrazione.

Nel caso la proposta della Provincia è quella, in considerazione del fatto che i rifiuti non hanno prodotto contaminazione alla falda sottostante, di valutare la realizzazione di un capping dell’area per il suo definitivo contenimento. Un manto di asfalto, insomma. Tutte le decisioni, comunque, sono rimandate alla conferenza dei servizi che si terrà il 7 marzo.


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