«Espropri nel Tiranese, partiti col piede sbagliato»
Tirano tangenziale: il futuro ponte che sarà costruito per raggiungere la sponda opposta

«Espropri nel Tiranese, partiti col piede sbagliato»

Gli esponenti delle minoranze analizzano le differenti cifre emerse per i terreni legati alla tangenziale. Mascioni: «Ci saranno opposizioni pesanti di alcuni agricoltori» - Della Vedova: «Indennizzare i mancati redditi».

«Fra gli 11 milioni di euro di indennizzi presenti nel progetto della tangenziale di Tirano e gli oltre 20 milioni di euro stimati da Coldiretti c’è una bella differenza. Temo che si stia partendo con il piede sbagliato, anche perché si parla di soldi che in seguito verranno a mancare per l’opera». Effettua una riesamina dal punto di vista territoriale e politico il capogruppo della minoranza consiliare “Progetto per Tirano”, Sergio Mascioni, in relazione all’ammontare degli indennizzi per gli espropri dei terreni dove si andrà a scavare e costruire la tangenziale di Tirano a partire dalla primavera del 2020 come si augurano gli amministratori.

Si esprime anche il capogruppo di “Radici e futuro”, Martino Della Vedova: «Gli 11 milioni di euro sono stati indicati dai progettisti, tenendo conto che i terreni fossero a seminativo oppure a prato. Anas in questo momento non ha ancora deciso i valori da indennizzare e credo che abbia tutta la disponibilità a incontrare i proprietari dei terreni per valutare le esigenze». Insomma sulla partita il dibattito è più che mai aperto dopo l’uscita di Coldiretti in cui annuncia che gli indennizzi saranno oltre 20 milioni di euro.

«Premesso che l’iter burocratico è in uno stato avanzato, quando si parla di indennizzi bisogna quantificarli in maniera reale – aggiunge Mascioni -. La prima considerazione che mi viene da fare su questa discrepanza di prezzi è che Anas non adotterà di certo il metro di misura seguito da Coldiretti con i suoi tecnici. È anche vero però, che l’indennizzo non andrà solo al proprietario del terreno, ma anche a chi lo coltiva». Il consigliere prosegue: «So che ci saranno opposizioni pesanti da parte di alcuni agricoltori, perché c’è chi perde lotti di terreno coltivato non indifferenti con questa operazione. Capisco, dunque, l’attenzione e la tenacia di Coldiretti e dei suoi associati. C’è gente che vive di agricoltura e territorio, delle mele che coltiva».

Infine Mascioni ricorda come l’impresa, cui spetta per legge il progetto esecutivo, potrà prevedere migliorie: «Speriamo che ci possano essere a vantaggio di proprietari e affittuari. Mi domando però: non potevano esserci alternative nel tracciato? Non si sarebbe potuto evitare di interessare tutti i terreni che saranno penalizzati?».

Della Vedova premette che occorre «parlare con cognizione di causa» e che la stima di Coldiretti è senz’altro più «analitica rispetto a quella dei progettisti. L’associazione dei coltivatori ha fatto un lavoro prezioso per avere un riferimento».

In relazione agli indennizzi, il consigliere di opposizione è dell’idea che vada considerato non solo il valore di mercato di terreni e immobili che saranno espropriati, ma «andrebbe fatto un ulteriore passo, indennizzare anche i danni per mancati redditi oppure minori introiti dovuti alle interferenze per realizzare l’opera».


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