«Era un anziano con la pistola in mano  Non sembrava un rapinatore»
La farmacia Dolci, in via Dolzino, oggetto del tentativo di rapina sabato sera

«Era un anziano con la pistola in mano

Non sembrava un rapinatore»

Chiavenna La testimonianza del titolare della farmacia Dolci, dopo la tentata rapina di sabato

Un anziano, armato con una pistola. Questo l’identikit del malvivente che sabato sera ha cercato di rapinare, senza riuscirci, la Farmacia Dolci di Chiavenna.

È lo stesso titolare della storica farmacia di via Dolzino a raccontare quanto accaduto pochi minuti prima della chiusura dell’esercizio. O meglio, quanto gli è stato riferito e quanto è stato raccontato ai carabinieri dai due dipendenti presenti in quel momento

Capelli grigi e 70 anni

«Erano ormai le 19,10 e ci si apprestava a chiudere. L’uomo, capelli bianchi e un’età approssimativa di 65-70 anni e accento del nord Italia, è entrato indossando un cappello a falde, un giubbino e una sciarpa che gli copriva gran parte del volto. Ha atteso che tutti i clienti presenti fossero serviti e una volta rimasto solo ha chiesto alla nostra dipendente un prodotto da banco».

Al momento di pagare la frase ad effetto: «Non sono io che devo pagarvi, siete voi che dovete darmi quello che c’è in cassa». Per rafforzare la sua posizione l’uomo ha mostrato più volte parte della pistola che teneva nella tasca sinistra del giubbino.

Senza mai estrarla completamente: «A quel punto la nostra dipendente si è ovviamente spaventata e ha chiamato il suo collega che si trovava in magazzino. Anche a lui è stata mostrata la pistola. Ha avuto il sangue freddo di dire al ladro che in cassa ormai non c’era più l’incasso di giornata e che al di fuori della farmacia era presente un sistema di videosorveglianza che sicuramente l’avrebbe ripreso».

Inseguito in via Dolzino

A quel punto, ma tutto è durato pochi attimi, l’uomo, descritto come molto agitato, ha tergiversato.

In quel momento nella farmacia è entrata una cliente, che ha mangiato la foglia e ha fatto dietrofront: «Ha capito che qualcosa non andava – spiega Dolci – ed è andata a riferirlo ad un negoziante di un esercizio vicino, che ha deciso di intervenire».


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