«Energia e dighe, prima i cittadini»
Il territorio della provincia di Sondrio ospita numerose dighe e bacini idroelettrici

«Energia e dighe, prima i cittadini»

L’assessore regionale Massimo Sertori non ha dubbi: «I territori devono essere ricompensati». E sulle concessioni idroelettriche scadute: «Occorre dare al più presto una risposta. Anche alle aziende».

«Oggi ci sono tutte le condizioni politiche per affrontare seriamente il complesso e delicato tema dell’idroelettrico e ovviamente il territorio deve essere protagonista». Ecco il punto di vista espresso ieri da Massimo Sertori, assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Piccoli Comuni e Risorse energetiche, a margine del convegno “Allearsi per competere, la multiutility dei territori: il caso Acsm-Agam”, un evento organizzato da Anci Lombardia a palazzo Pirelli.

Si tratta di uno dei temi caldi dell’estate, anche perché nel bel mezzo delle discussioni sulle possibili nazionalizzazioni - originate dalla tragedia di Genova - lo ha affrontato in agosto anche il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Giancarlo Giorgetti. Il parlamentare leghista, che conosce molto bene la situazione della provincia di Sondrio anche perché da decenni frequenta Fraciscio di Campodolcino nei periodi di vacanza, lo ha fatto ricordando che l’acqua è «il petrolio bianco delle Alpi e in Valtellina le concessioni idroelettriche sono scadute» e che «l’idea del pubblico non è indecente».

Sertori ieri ha ribadito che ci sono una serie di concessioni idroelettriche scadute «ed è evidente che siamo di fronte ad un vuoto legislativo». «La legge regionale infatti prevedeva una prosecuzione temporanea sulle concessioni scadute a fronte di canoni aggiuntivi e attualmente sono in corso una serie di ricorsi e di discussioni sul tema – ha sottolineato -. È arrivato quindi il momento di affrontare la questione in modo serio e risolverla dato che, tra l’altro, penalizza anche le aziende che trovano difficoltà nella programmazione del lavoro e degli investimenti».

A fronte della situazione attuale, secondo l’ex presidente della Provincia di Sondrio, nel contesto del rinnovo delle concessioni deve essere chiaro «che come priorità deve esserci la compensazione territoriale per l’individualizzazione di quali saranno i futuri concessionari». «I proventi derivanti dall’utilizzo dell’idroelettrico rappresentano una risorsa importante che genera energia verde e che deve necessariamente essere gestita in maniera ottimale».

A differenza di quanto avviene in tanti ambiti del manifatturiero che guarda alla Cina o all’Europa orientale, e in molti casi trasferisce in quei Paesi gli stabilimenti, la produzione di energia idroelettrica è una delle poche attività che non è possibile delocalizzare. «Le dighe infatti sono posizionate sulle nostre montagne e i territori che ospitano questi bacini pagano delle problematiche a valle che è giusto compensare con benefici diretti ai cittadini, come ad esempio i servizi a disposizione che, a parità di qualità, in montagna comportano costi maggiori - ha aggiunto Sertori -. Si tratta di una sensibilità che sono certo che questo Governo abbia e che stia portando avanti tra gli argomenti all’ordine del giorno». Sul metodo Sertori non ha dubbi. «Indipendentemente da quale sarà la soluzione finale, dovrà necessariamente coinvolgere i territori su cui insiste la presenza delle dighe».

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