«Emergenza lavoro, politica locale miope»

«Emergenza lavoro, politica locale miope»

Durante il convegno delle Acli, Mirko Dolzadelli ha tuonato contro «una politica provinciale ferma a quarant’anni fa , intenta a dare due tipi di risposte alla cittadinanza: da una parte l’arredo urbano, dall’altra la spartizione del potere».

“Il lavoro è dignità”, il tema del convegno proposto nella sala Vitali del Creval in apertura del ventottesimo Congresso provinciale delle Acli, con Danilo Ronconi, presidente provinciale e Luigi Gaffurini, presidente regionale delle Acli Lombardia e quattro relatori.

Temi concreti

«Convitato di pietra, - ha rimarcato Roberto Rossini, responsabile nazionale del Centro Studi Acli - è la politica, che appare sempre rivolta ad altro rispetto alla concretezza dei temi che andiamo trattando come Acli».

Discorso che, trasposto dal livello nazionale a quello provinciale ha assunto i toni di una tremenda “reprimenda” giunta da Dolzadelli: «Parliamo di specificità montana, peggio, di autonomia, quando neanche siamo capaci di esercitarla, l’autonomia. Così, va a finire che i temi che interessano veramente, come quello del lavoro, e dell’approccio dei giovani al mondo del lavoro, resta lì, parcheggiato. Tant’è che non c’è un progetto condiviso per le start up in provincia di Sondrio. Dentro un contesto in cui le difficoltà occupazionali ci sono, eccome, perché, ricordo, che se fino al 2008 avevamo un tasso di disoccupazione pari al 2%, oggi è al 10%, con le punte maggiori proprio fra i giovani più professionalizzati».

La ricetta, a questo punto, secondo Dolzadelli, ma non solo, «sta nel darci da fare in prima persona, perché se aspettiamo la politica, siamo fritti. Dobbiamo essere noi, società civile, a svegliarci e sfidare una politica provinciale miope, incapace di ascoltare i bisogni».


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