Elezioni, Livigno all’attacco  «Provincia ferma a Grosotto»
Il sindaco di Livigno era in lizza per entrare nel consiglio provinciale

Elezioni, Livigno all’attacco

«Provincia ferma a Grosotto»

Damiano Bormolini accusa Bormio per la sconfitta alle urne

«Hanno ascoltato le sirene leghiste e questo è il risultato: Alta Valle fuori»

La Provincia di Sondrio si ferma a Grosotto. Le elezioni del nuovo consiglio provinciale sembrano aver delimitato i nuovi confini della politica del nostro territorio. Tutti i candidati dell’Alta Valle – il grosino Gianantonio “Gianni” Pini, assessore uscente a Palazzo Muzio, assessore ai lavori pubblici di Grosio e presidente della Comunità montana di Tirano, il sindaco di Bormio, Roberto Volpato, e il primo cittadino di Livigno, Damiano Bormolini, sono stati bocciati dal responso delle urne. L’unico sopravvissuto all’ecatombe del Nord, è stato il primo cittadino di Grosotto, Guido Patelli, uno dei volti nuovi del prossimo consiglio provinciale. Ma da Grosio a Livigno non c’è nessun rappresentante, a meno di non voler considerare sondalino l’ex sindaco di Sondalo, Sandro Sozzani, da decenni trasferitosi a Sondrio e lontano dal suo ex comune.

Per l’Alta Valle sono lontani i tempi nei quali l’ex sindaco di Livigno, Valentino Galli, era assessore provinciale ai Lavori pubblici della giunta guidata dal presidente Eugenio Tarabini. Ma anche quella fu un’eccezione, perché il consiglio provinciale non è mai stato una terra promessa per gli amministratori a Nord di Tirano. Il sindaco di Livigno attribuisce al Comune di Bormio le colpe per la sua mancata elezione. «Bormio non mi ha sostenuto - accusa Bormolini -. Invece di lavorare a livello comprensoriale, hanno avuto interessi loro e questa è la conseguenza. Era inevitabile uno scenario simile dopo la candidatura di Volpato che ha ascoltato all’ultimo le sirene di Christian Borromini. Devo dire che il segretario provinciale della Lega, in Alta Valle al posto di unire ha lavorato per dividere e alla fine Bormio c’è cascato».

Proprio la decisione dell’ultimo momento di Volpato di candidarsi in prima persona ha cambiato le carte in gioco, secondo Bormolini. «Mi era stato chiesto all’interno della Comunità montana Alta Valtellina di Bormio di candidarmi alle Provinciali e l’ho fatto di buon grado. Alessandro Pedrini, che aveva ricoperto l’incarico in Provincia, non poteva più candidarsi perché il Comune di Valdisotto è commissariato, Valfurva e Valdidentro vanno al voto e quindi la scelta ricadeva su Livigno e su Bormio. Fino all’ultimo Bormio ha accettato la mia candidatura, poi ha cambiato idea con le sirene leghiste. Io mi sarei candidato lo stesso, ma se la posizione di Bormio fosse stata chiara fin dall’inizio, avremmo fatto ragionamenti diversi. Ringrazio comunque gli amministratori comunali di Valdidentro e Valfurva che sono stati corretti e leali. Sondalo (che ha puntato compatto sul grosottino Patelli, ndr) evidentemente non si sente parte del comprensorio dell’Alta Valle. La Comunità montana di Bormio ne esce comunque rafforzata, pronta per scelte importanti».

L’ Alta Valle però sarà assente a Sondrio, restando alla finestra. «È un’assenza grave, perché noi siamo il comprensorio trainante dal punto di vista turistico e per vari aspetti economici - sentenzia Bormolini -. Fra gli eletti non c’è nessuno che conosce il nostro territorio».


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