Elenchi vaccinazioni: numeri bassi  «Scuole in ritardo, lo temevamo»
Sono 1.812 in tutta la Lombardia gli alunni che non hanno presentato la documentazione necessaria

Elenchi vaccinazioni: numeri bassi

«Scuole in ritardo, lo temevamo»

I numeri della Regione, sono 58 i bambini “inadempienti” in provincia. Pochissime le materne e i nidi che hanno trasmesso la documentazione per le iscrizioni.

«Sono 1.812 in tutta la Lombardia gli alunni che non hanno presentato, entro l’11 settembre, la documentazione necessaria, prevista in virtù della legge Lorenzin sui vaccini per l’iscrizione a asili nido e scuole dall’infanzia. Rispetto ai 717 segnalati alla prima rilevazione fatta alla scadenza dei 10 giorni fissati per legge il numero è aumentato di 1095, significa che la nostra intuizione che le scuole fossero un po’ in ritardo con la comunicazione era esatta».

Lo ha detto l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Giulio Gallera, in seguito all’ultimo monitoraggio compiuto dalle 8 Ats della Lombardia sull’invio degli elenchi da parte di nidi e scuole dell’infanzia, dei bambini che non hanno presentato la documentazione richiesta per l’iscrizione.

Per quanto riguarda il nostro territorio, sulla base dei dati relativi all’Ats della Montagna suddivisi anche per Asst, su 133 scuole materne e 26 nidi solo 18 strutture hanno trasmesso gli elenchi, in totale sono 58 gli alunni segnalati in quanto non hanno presentato documentazione.

In tema di confronti e restando dentro i confini dell’Ats della Montagna, per l’esattenza in Val Camonica, su 66 scuole materne presenti e 16 nidi, solamente 3 strutture hanno trasmesso gli elenchi; e 3 è anche il numero degli alunni segnalati in quanto non hanno presentato documentazione.

«Prendiamo atto di questi nuovi dati che dobbiamo ritenere corrispondenti alle richieste legislative - ha sottolineato il titolare regionale della Sanità -. Da questi desumiamo che il numero dei bambini che hanno deciso di non presentare alcuna documentazione è esiguo rispetto agli oltre 30mila inadempienti alle vaccinazioni obbligatorie per le coorti fino a 6 anni. Ci auguriamo che effettivamente tutti abbiano deciso di far vaccinare i propri figli e non, come sta già capitando in alcuni casi, utilizzino la richiesta di prenotazione come escamotage per ritardare il momento dell’esclusione dalla scuola. I nostri centri vaccinali, comunque - ha concluso l’assessore - stanno lavorando a pieno ritmo, cercando di convincere e sciogliere i dubbi anche dei genitori più resistenti, soprattutto quando questi sono legati a situazioni cliniche complesse del bambino. Allo stesso tempo - ha concluso - voglio ribadire che saremo inflessibili e bloccheremo tutte quelle azioni dilatorie che hanno l’obiettivo di non vaccinare i figli lasciando che continuino a frequentare la scuola».

Nel frattempo nei giorni scorsi è stato ritenuto lecito non ammettere alla scuola dell’infanzia un bambino se non ha seguito le prescrizioni della legge sulle vaccinazioni obbligatorie. Lo ha sancito il Tar del Lazio, che ha respinto il ricorso di una famiglia no vax il cui figlio era stato escluso dalla materna. La famiglia aveva fatto ricorso contro il Miur, il ministero della Salute e la scuola, chiedendo la sospensione del provvedimento di esclusione del bimbo, ma il tribunale ha respinto la richiesta di sospensione dell’atto emanato dalla scuola.


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